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24 Luglio 2010
 

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Articolo pubblicato il 23 Marzo 2009 su www.laculturadelcibo.it

Non solo filariosi! La leishmaniosi canina: un'altra malattia da prevenire in estate.
di Carlo Miola

La Leishmaniosi è un grave pericolo per la salute dei cani e dell'uomo. In Italia ormai non esistono più zone del tutto sicure ed è probabile che la malattia si estenderà a molte zone dell'Europa Centrale in un prossimo futuro.


La leishmaniosi è una malattia contagiosa sostenuta da un agente parassitario chiamato Lehismania. I cani sono i principali serbatoi della malattia, ma la leishmaniosi è anche una importante zoonosi (malattia che si trasmette dall’animale all’uomo).


La leishmaniosi in Europa viene veicolata dalla puntura del Phlebotomus papatasi, comunemente chiamato pappatacio, insetto simile alla zanzara alla zanzara ma di dimensioni molto ridotte, tanto da renderlo appena distinguibile ad occhio nudo. La Leishmania viene trasmessa da un ospite malato ad un animale sano tramite la puntura di questo insetto.
Il flebotomo (o pappatacio) è attivo principalmente nei mesi da maggio ad ottobre nelle ore del tramonto e dell’alba.


A differenza della filariosi, che è diffusa a “macchia d’olio” in varie zone d’Italia, la Leishmaniosi è presente sul territorio in maniera meno omogenea. Fino agli anni ‘90 era diffusa solo al Sud, nelle zone costiere della nostra penisola e sulle isole: il Nord Italia era considerato praticamente indenne dalla leishmaniosi canina.
Oggi esistono dei focolai accertati in Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte ed altri probabili in Trentino e Lombardia.
In Piemonte sono state accertate tre differenti aree in cui la leishmaniosi canina è endemica (Torino, Ivrea, Casale Monferrato), con una sieroprevalenza (percentuali di animali infetti nella popolazione canina) che va dal 3,9% al 5,8%. È stato identificato anche un possibile focus instabile in Valle D'Aosta: in quest'area montuosa non erano mai stati segnalati flebotomi in precedenti stazioni di cattura. In queste aree la colonizzazione può essere avvenuta spontaneamente dalle zone costiere o in seguito agli aumentati movimenti di persone e cani infetti dalle aree mediterranee in cui abbondano i flebotomi. Le numerose segnalazioni degli ultimi anni di casi di leishmaniosi canina provenienti da aree tradizionalmente ritenute indenni (anche dell'Italia settentrionale), debbono portare alla conclusione che - in pratica - non esistono zone, comunemente abitate, che possano essere considerate completamente sicure. In base ad analogie climatiche e caratteristiche ambientali si può anche prevedere che la diffusione della malattia s'estenderà nel prossimo futuro ad altre zone dell'Europa centrale.

Immagine tratta dalla pagina http://www.scalibor.it/owners/prevalenza.asp


La leishmaniosi è una malattia molto complessa, può provocare molteplici sintomi aspecifici, come l’ingrossamento generalizzato dei linfonodi, febbre e letargia.
Possiamo riassumere i sintomi più importanti raggruppandoli nelle tre forme in cui la malattia può manifestarsi:

  • Forma cutanea: causa la formazione di caratteristiche lesioni cutanee, dermatite secca esfoliativa, diradamento del pelo attorno agli occhi, sulle zampe, sul dorso, alopecia, ulcere, lesioni al padiglione auricolare. La forma cutanea interessa anche le mucose e può produrre ulcere e sanguinamento dal naso e dalla bocca. Può essere abbastanza caratteristica un’abnorme crescita delle unghie (onicogrifosi).
  • Forma viscerale: colpisce principalmente reni e fegato ed è caratterizzata da una elevata mortalità. I primi sintomi sono perdita ingiustificata di peso, anoressia, vomito diarrea, aumento della sete e dell’urinazione. Talvolta si presentano segni neurologici e dolori articolari (poliartrite).
  • Forma oculare: può provocare uveite e iridocliclite (l’occhio assume una caratteristica colorazione azzurrognola) con conseguenti disturbi della vista e cecità.
    Tuttora non esiste una cura risolutiva: la terapia farmacologica è in grado di risolvere i sintomi e rallentare o bloccare lo sviluppo della malattia, ma il cane rimane spesso portatore del parassita e può essere soggetto a ricadute.

La terapia per la leishmaniosi è comunque costosa e difficile: la prevenzione risulta l’arma più efficace per combattere la diffusione della malattia.
In altri Paesi è già commercializzato un vaccino, in Italia dovrebbe arrivare presto.
In attesa di una valida profilassi vaccinale, la prevenzione deve essere effettuata sull’animale con prodotti antiparassitari appositi, in grado di tenere lontano i flebotomi e ridurre così il rischio di contagio per i nostri cani e di conseguenza per noi stessi.
I prodotti a base di permetrina e deltametrina (piretroidi) in forma di gocce, spray o collari hanno un buon effetto repellente sui flebotomi e sugli altri insetti (zanzare, pulci, zecche).
La prevenzione è indicata per tutti quei cani che vivono in zone a rischio (dove la leishmaniosi sia endemica o dove siano stati segnalati casi di animali infetti o malati) e per quegli animali che si rechino in zone a rischio con i loro proprietari per un soggiorno estivo.
Per ridurre il rischi di contagio nelle zone dove la presenza della malattia è accertata conviene nel periodo estivo far dormire il cane in casa o in luogo ove vi siano zanzariere e ridurre così l’esposizione ai vettori della malattia nelle ore in cui sono più attivi (all’alba e al tramonto).
E’ importante eseguire periodicamente un test su sangue per verificare l’efficacia della profilassi e identificare precocemente i cani infetti. L’identificazione dell’animale infetto è importante non solo per instaurare precocemente cure adeguate (se necessarie), ma anche per proteggere dal contagio l’uomo che con essi convive. Infatti il cane può risultare infetto anche molto tempo (mesi o anni) prima di sviluppare i sintomi e in questo periodo di incubazione può costituire un pericolo per l’uomo e per gli altri cani in quanto portatore sano.
Chiedete al vostro veterinario di fiducia maggiori informazioni sulla malattia, sulla presenza della Leishmaniosi nella vostra zona e sull’opportunità di verificare periodicamente con un test ematico la negatività del vostro cane.

Per maggiori informazioni vi segnaliamo i seguenti siti internet: 

http://www.scalibor.it/owners/prevalenza.asp 

http://www.leishmania.it/

Campagna sensibilizzazione per la leishmaniosi canina: clicca qui.



di Carlo Miola
carlo.miola@laculturadelcibo.it
23 Marzo 2009

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