La guttazione consiste nell'eliminazione di acqua allo stato liquido dalle foglie che si verifica quando, per l'eccessiva umidità atmosferica, la traspirazione non può avvenire regolarmente o quando la quantità d'acqua assorbita dalle radici è superiore a quella traspirata dalle foglie. Il fenomeno si manifesta con la formazione di goccioline regolarmente distribuite sull'orlo delle foglie o all'apice di esse.
Nella maggior parte dei casi il liquido eliminato è costituito da acqua pura, ma vi si possono trovare anche sali minerali contenuti in eccesso nella pianta o anche sostanze tossiche per quest'ultima.
La quantità d'acqua che le piante disperdono con la guttazione varia secondo le specie e raggiunge valori anche molto elevati in alcune specie tropicali.
(fonte Wikipedia)
Il prof. Vincenzo Girolami dell'università di Padova ha compiuto un interessante studio sull'effetto che la guttazione delle piantine di mais conciato con insetticidi neonicotinoidi ha sulle api.
Mi risponde al telefono nelle pause dei preparativi per la pubblicazione del suo lavoro scientifico:
“Non sono riuscito a pubblicare prima perchè aspettavo i risultati delle analisi degli essudati per determinare la concentrazione di insetticidi”
Come è arrivato studiare la guttazione ed il suo effetto sulle api?
“Stavo studiando le possibili contaminazioni ambientali derivanti da polveri di concianti in fase di semina con seminatrici pneumatiche secondo le osservazioni da anni effettuate dal dott. Moreno Greatti dell'Università di Udine.
La concomitanza tra semine del mais e gli spopolamenti degli alveari osservate dagli apicoltori mi spingeva alla ricerca di rugiada contaminata per aver disciolto quelle polveri.
In un campo ho notato delle gocce di acqua in punta alle piante di mais nonostante non ci fosse rugiada sul terreno.
Era un fenomeno nuovo per un entomologo allora ho chiesto ai miei colleghi agronomi che mi hanno detto che è cosa nota la capacità delle graminacee di emettere per guttazione anche notevoli quantità di acqua"
Come è arrivato a collegare questa guttazione con le api?
Al momento della semina del mais le api hanno bisogno di molta acqua per accudire l'abbondate covata e quindi raccolgono acqua pura soprattutto quando non riescono a raccogliere abbastanza nettare. Le goccioline sulla punta delle foglie di mais sono per loro una fonte ideale.
Sapevo che le piante erano nate da semi conciati con insetticidi neonicotinoidi e volevo provare l'effetto di quelle gocce sulle api.
Così ho messo alcune piantine in un vaso e le ho portate in laboratorio: anche al riparo dalla rugiada continuavano a guttare quindi ero sicuro che le gocce provenivano dalle piante.
Ho catturato un ape con il retino per farfalle e l'ho messa in una gabbietta, poi con un contagocce ho prelevato alcune goccioline dalle piantine di mais e l'ho dato da bere all'ape.
Dopo meno di due minuti era morta!
Ho pensato che forse l'ape stava già poco bene o aveva perso il pungiglione mentre la catturavo, così ho ripetuto la prova con altre api ma il risultato non è cambiato
Ora con le analisi di laboratorio sappiamo che la concentrazione di insetticida in quelle gocce può arrivare a valori uguali a quelli delle miscele distribuite nei frutteti e nei campi per la difesa dagli afidi e dagli insetti defogliatori.
Su quali principi attivi ha lavorato?
Ho ripetuto le prove su mais conciati con tutti i neonicotinoidi usati nella concia: Imidacloprid, Thiametoxan e Clothianidin e tutti hanno effetti letali abbastanza rapidi. Imidacloprid in verità agisce a dosi più alte mentre Clothianidin appare molto più tossico per le api.
Agrofarma, l'organizzazione delle ditte produttrici di agrofarmaci, ha emesso un comunicato stampa dubbioso sui risultati della sua ricerca, l'ha letto? (Per i nostri lettori riportiamo il comunicato in calce all'articolo)
Non l'ho letto: da quando è uscita la notizia di questa ricerca ho ricevuto valanghe di e-mail ed ho avuto molto lavoro per trovare un laboratorio universitario che mi facesse le analisi e per preparare l'articolo scientifico da pubblicare su un'importante rivista internazionale.
Non è la prima volta che le case farmaceutiche non vogliono dar peso ai miei lavori. Ed io so bene che ci sono in ballo interessi enormi sul mercato dei concianti.
Badi bene che io mi occupo di difesa delle colture ed apprezzo molto il progresso che l'invenzione dei neonicotinoidi ha comportato nella lotta insetticida. Si tratta di prodotti molto utili e sicuri ma bisogna usarli bene. Io ho solo voluto dimostrare che come concianti sono pericolosi per le api.
D'altra parte il mio esperimento è facilmente ripetibile e l'evidenza è disarmante. Chiunque abbia un contagocce ed una gabbietta fatta con la zanzariera può ripeterlo e vedere direttamente i risultati!
Lei sa che in Germania i concianti neonicotinoidi sono proibiti da quest'anno? Ho spedito i miei risultati provvisori (tra cui l'eloquente filmato che è poi finito anche sulla rete) agli apicoltori tedeschi e loro sono riusciti subito a bloccare i concianti.
Quando ho ricevuto i loro ringraziamenti è stata per me la più grande gioia. Qui in Italia la Commissione responsabile continua a dubitare. Ma spero che la pubblicazione ufficiale dei miei lavori possa fugare ogni dubbio.
Adesso cosa farà?
“Quest' anno bisogna verificare in campo la reale dimensione del fenomeno. Ma ora il meccanismo è noto e non dovrebbe essere difficile. È solo un lavoro di osservazione di campo ora che sappiamo dove guardare.
Peccato che i fondi stanziati dallo Stato per studiare le cause della moria delle api siano indirizzati molto più verso altri studi come lo studio del sistema immunitario delle api che su questa ed altre ricerche che potrebbero portare risultati utili a chiarire in breve tempo la moria delle api.
Pensi che dei 2.700.000 € stanziati sul progetto APINET per studiare la moria delle api a me, agli studi di Greatti ed a quelli del prof. Furlan sull'effettiva utilità dei geodisinfestanti arriva lo 0,03%!
È come se chi ha destinato le risorse fosse già convinto che a decimare le api da sette anni a questa parte sia una qualche malattia o virus ed ogni indagine su eventuali cause agrochimiche non sia in fondo una cosa da considerare."
Per quel che vale noi non la pensiamo così e siamo orgogliosi di aver conosciuto e di raccontare la storia di un Uomo di Scienza che sa che il suo lavoro è trovare spiegazioni e suffragarle con prove scientifiche ed evidenti, un Ricercatore che ama il suo lavoro e trova che la cosa più conveniente sia farlo bene e con passione.
Se vuoi conoscere la posizione di Agrofarma sulla moria delle api clicca qui
Nota del Direttore: L'argomento trattato da questa intervista è molto importante e in via precauzionale in presenza di rischio o di dubbio ragionevole di rischio, regola applicata peraltro normalmente nel settore dell'alimentazione in base al Reg.178/2002 CE e successive modificazioni, richiederebbe comunque un preciso intervento da parte delle Autorità preposte fino a quando non sia fatta totale chiarezza. Su tutti incombe un pensiero di Albert Einstein che recita "Se tutte le Api morissero all'uomo resterebbero quattro anni di vita". Pur condividendo le tesi del prof.Girolami, siamo comunque disponibili ad ospitare in un dibattito serio e trasparente, che vorremmo aprire con i nostri lettori, per correttezza di informazione anche le voci delle altri parti in causa e delle Autorità Competenti. Scrivimi il tuo pensiero.