Anche il consumatore più attento, generalmente, pone poca attenzione nella lettura delle etichette del vino, a differenza dell'approccio rispetto agli altri prodotti alimentari.
Questo è effettivamente comprensibile, infatti, psicologicamente il vino è legato ad una produzione assolutamente tradizionale, ad una trasformazione naturale dell'uva in vino, che non necessita di particolari interventi da parte dell'uomo. L'edonismo legato alla degustazione, al desiderio di scoprire gli aspetti più intimi del nuovo vino da scoprire, spingono il consumatore a soffermarsi ad un'analisi superficiale di ciò che è riportato in etichetta, all'aspetto estetico ed evocativo della grafica.
L'etichetta però si sa...è importante!
L'etichetta, infatti, per qualsiasi prodotto alimentare rappresenta l'insieme di designazioni che permettono al consumatore di identificare e conoscere il prodotto. Proprio per questo, per tutelare il consumatore, il legislatore impone non solo che le informazioni riportate siano veritiere e verificabili, ma norma anche quali sono le informazioni obbligatorie e facoltative che il confezionatore deve o può indicare.
Nella seguente disamina ci soffermeremo nello specifico sulle diciture di tipo obbligatorio, in quanto sono quelle essenziali da esaminare per individuare le caratteristiche principali del vino in esame.
Nel caso di una comune bottiglia di vino da tavola, confezionata in contenitore di vetro e nei formati tradizionali, le indicazioni obbligatorie che devono essere riportate sono:
- denominazione di vendita "vino da tavola", con dimensioni almeno doppie rispetto a quelle impiegate per l'indicazione della sede dell'imbottigliatore;
- nome e sede dell'imbottigliatore (elaboratore per vini spumanti), comprensiva di indicazione del comune e dello stato;
- nome dello stato membro in cui sono state raccolte le uve (solo per vini destinati all'esportazione);
- volume nominale del contenitore;
- titolo alcolometrico volumico (TAV): importante da considerare, soprattutto per evitare di superare i limiti di sicurezza imposti dal Codice della strada;
- numero di lotto di produzione;
- presenza di allergeni: ovvero se contiene solfiti (i solfiti sono legati alla pratica del solfitaggio, impiegata praticamente in tutti i processi di vinificazione, che possono dare problemi di reazioni allergiche e tossicità in soggetti sensibili);
- indicazioni ecologiche, ovvero l'invito esplicito a non disperdere i contenitori dopo l'uso, può essere espresso in forma di messaggio scritto o di pittogramma.
Tutte le suddette informazioni, ad eccezione di numero di lotto ed indicazioni ecologiche, devono essere riportate nello stesso campo visivo. Le iscrizioni devono risultare chiare, leggibili ed indelebili.
Nel caso di vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT), Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la designazione del vino deve prevedere l'indicazione della regione determinata di produzione da cui provengono i vini, riconosciuta con apposito Decreto; inoltre deve essere esplicitata la natura della denominazione di origine di riferimento (IGT, DOC, DOCG).
Nel caso dei vini spumanti, le indicazioni obbligatorie per la designazione prevedono la classificazione in:
- vino spumante (VS): sovrapressione (presenza di spuma) non inferiore a 3 bar e TAV non inferiore a 9,5% vol.;
- vino spumante di qualità (VSQ): sovrapressione non inferiore a 3,5 bar e TAV non inferiore a 10% vol.;
- vino spumante di qualità del tipo aromatico (VSQA): avente le medesime caratteristiche del precedente, ma derivante da vitigni aromatici (moscato, brachetto, malvasia, prosecco);
- vino spumante di qualità prodotto in regioni determinate (VSPRD): vino spumante appartenente a denominazioni geografice DOC o DOCG;
- vino spumante gassificato (VSG): ottenuto mediante aggiunta di anidride carbonica esterna (non prodotta da fermentazione), deve essere riportata in etichetta anche la dizione "aggiunto di anidride carbonica". Tale categoria di prodotto è sicuramente di qualità inferiore rispetto ad un comune VS (in cui la presa di spuma è effettuata mediante fermentazione naturale condotta da lieviti), pertanto è importante conoscere il significato di tale dicitura.
Inoltre, in etichetta deve essere riportata anche la classificazione in base al grado zuccherino residuo (pas dosé, extra brut, brut, extra dry, dry, demi-sec, doux).
Altro caso è riferito ai vini frizzanti, che possono appartenere a vini da tavola, IGT, DOC o DOCG. Anche per questi è prevista l'indicazione della menzione "vino frizzante" e della eventuale denominazione di origine. Come nel caso degli spumanti, esistono in commercio vini frizzanti ottenuti mediante addizione di anidiride carbonica, che devono essere designati con la dizione "vino frizzante gassificato", accompagnata dal messaggio "aggiunto di anidride carbonica".
La dicitura "mosto parzialmente fermentato" si riferisce a quei prodotti ottenuti mediante fermentazione parziale del mosto e che, pertanto, contengono ancora un elevato tenore di zuccheri. Per questo la dicitura del TAV deve riportare l'alcol svolto più l'alcol potenziale (ovvero quello che si svilupperebbe se tutti gli zuccheri fossero trasformati in alcol dai lieviti; ad esempio: "6+3%", dove 6% indica la percentuale di alcol effettivamente presente).
Oltre a tali indicazioni, importanti per il consumatore per avere un quadro definito del prodotto che consumerà, in etichetta possono essere riportate molteplici altre informazioni, tra cui: colore del vino, marchio aziendale, raccomandazioni d'uso, nome e ragione sociale del produttore e delle altre figure principali della filiera produttiva, annata di produzione dell'uva, storia della cantina, premi enologici e medaglie, vitigni di origine dell'uva (salvo per i vini da tavola nel caso in cui il vitigno impiegato rientri in denominazioni di origine)...
Il consiglio per i consumatori consapevoli ed attenti è, quindi, quello di porre attenzione anche alla lettura delle etichette del vino, sicuramente anomale rispetto a quelle degli altri prodotti alimentari (....manca la "lista" degli ingredienti!), ma allo stesso tempo non meno importanti per conoscere ciò che si beve!