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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 12 Ottobre 2011 su www.laculturadelcibo.it

SAPER LEGGERE LE ETICHETTE PER EVITARE IL GIOCO DELLE SCATOLE CINESI
di Luciano Bergesio

Piuttosto che scegliere acriticamente prodotti da ''primo prezzo'' abituatevi ad alternare sulla vostra tavola ricette della cucina povera di un tempo (uova, zuppe, bolliti, polenta, tagli di carne meno pregiata, buon pesce azzurro):ne guadagnerete in serenità e spesso anche in salute.



Se volete iniziare un sistema alimentare virtuoso, dovete porre una fortissima attenzione agli ingredienti contenuti nei cibi che desiderate inserire stabilmente o anche occasionalmente nei vostri menù ed adottare determinati accorgimenti per essere più garantiti.
 
Infatti a creare i maggiori guai alla digestione ed alla salute non è la materia prima con cui è prodotto un determinato cibo, che costituisce la “base nutrizionale” del medesimo, ma tutto l’insieme delle altre sostanze che sono aggiunte per renderlo conservabile, bello alla vista e buono al palato, nonostante tutti i “mastruzzi” cui viene sottoposta la materia medesima.

E’ come l’ arredamento di una casa: a renderla funzionale sono i mobili base (il tavolo, la cucina, la camera da letto, il salotto) come è la materia prima per il cibo, ma a renderla vivibile sono i complementi d’ arredo (i lampadari, le sedie, i soprammobili, l’impianto stereo, i quadri, i tappeti, i ninnoli sparsi qua e là,..) esattamente come gli ingredienti aggiunti alla materia prima nei  cibi.

A seconda della qualità e della quantità dei complementi d’ arredo, una casa sarà bella, elegante, confortevole, di classe, oppure banale, sciatta, opprimente,…

Così è per il cibo: una buona materia prima è fondamentale, perché il cibo dia il suo apporto nutrizionale, ma se poi viene “intrugliata” con ingredienti non naturali, mal assortiti o, peggio ancora, che non hanno nulla a che vedere con quella materia prima, quel cibo diventa non soltanto indigesto ma anche dannoso per l’ organismo umano.

Purtroppo è quanto spesso succede nel prodotto alimentare, con tutte le sostanze che vengono aggiunte per coprire questa o quella magagna o per ottenere questo o quel risultato, problema ancora più grande oggi che ci si sta orientando sempre di più sui prodotti da primo prezzo.

A voi non resta che prestare molta attenzione alla composizione dei singoli cibi, cercando di applicare le regole del buon senso e seguire alcune indicazioni, che purtroppo non sono verità assoluta, ma che vi possono aiutare a migliorare le vostre scelte:

 

  1. Scartate a priori tutti i cibi o bevande che dichiarano nella loro composizione qualsiasi tipo di colorante: mangiare coloranti non serve a niente, non è previsto da alcun regime dietetico e può soltanto non far bene alla salute.

  2. Siate diffidenti di cibi e bevande con colorazioni molto accese e brillanti e che non dichiarano coloranti: probabilmente hanno fatto il gioco delle “scatole cinesi” cioè hanno dichiarato qualche ingrediente, che a sua volta contiene magari un colorante, onde non dichiarare direttamente quest’ ultimo.

  3. Siate diffidenti dei cibi che contengono a loro volta altri cibi nei ripieni, negli impasti, nelle crocchette da friggere,  perché ne può venire fuori un cocktail di sostanze diverse aggiunte, in quanto sono un altro tipo di scatole cinesi (esempio: una rollata precotta che contenga mortadella e prosciutto cotto,  una crocchetta impanata che contenga al suo interno formaggi, salumi, verdure, composte,..). Tutto ciò beninteso se non sono chiaramente indicati anche gli ingredienti contenuti “nel contenuto” e così via.

  4. I cibi di cui al precedente punto, anche se possono apparire molto buoni, sono di regola poco salutistici, spesso da friggere, impastellati, inutilmente trasgressivi…. se proprio volete trasgredire preparate un bel piatto di patate fritte con un buon salame o una buona cotoletta alla milanese, almeno siete certi di cosa friggete e cosa mangiate.

  5. Di tutti i cibi che contengono la dicitura generica “aromi e spezie” chiedete al Punto Vendita se può farvi avere la scheda tecnica del produttore, perché spesso nascondono misture di vario genere, riassunte proprio in quella dicitura per non dichiararle tutte (la legge lo permette).

  6. In generale sarebbe bene scartare tutti i cibi che contengono conservanti, antiossidanti, esaltatori di sapidità o del gusto, acidificanti, correttori di acidità e ogni sostanza chimica aggiunta: se proprio non potete farne a meno, cercate di comporre il menù giornaliero con cibi che abbiano gli stessi ingredienti, in modo da creare meno “guazzabuglio chimico” possibile nel vostro stomaco o in quello dei vostri cari e dei vostri bimbi.

  7. Controllate e, se possibile, scartate tutti i cibi che contengono derivati del latte, amidi, proteine di soia, fecola di patate, fonti di glutine, carragenine, gelificanti: poiché trattengono acqua, non servono proprio a nulla se non a rendere più consistente e pesante il cibo che acquistate, quindi probabilmente anche a renderlo più ricco di conservanti, coloranti, ….inoltre potrebbero costringervi ad una digestione molto laboriosa ed a lungo andare anche rendervi intolleranti.

Il cibo, come vedete, può essere spesso un gioco di scatole cinesi, con ingredienti che contengono altri ingredienti: quando incontrate un cibo su cui sia dichiarato chiaramente “senza conservanti e coloranti, senza fonti di glutine, senza derivati dal latte, senza glutammati,...” preferitelo ad altri, perché se il produttore lo dichiara ne è responsabile direttamente e se ha dichiarato il falso……..mal gliene incolga !


 



di Luciano Bergesio
luciano.bergesio@laculturadelcibo.it
12 Ottobre 2011

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