Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

Ingrandisci il testoRiduci il testoStampa la pagina Invia questa notizia a un amico
Articolo pubblicato il 24 Maggio 2009 su www.laculturadelcibo.it

LA CUGNA': ACCOMPAGNAMENTO CON CLASSE!
di Paolo Sereno

La Cugnà (mostarda d'uva) esalta il gusto di formaggi stagionati, polenta di farina di mais ed è ottima per accompagnare i bolliti. Vediamo come si prepara.


La cugnà è una mostarda d'uva originariamente nata per utilizzare il residuo della vendemmia e la frutta autunnale in eccesso. La cugnà non ha mai fatto distinzione di ceto o classe sociale, infatti, sin da epoca rinascimentale essa è stata introdotta sia a corte sia nelle campagne; i contadini la consumavano spesso come accompagnamento della polenta e i ceti più ricchi in abbinamento a carni e formaggi.


Preparazione della Cugnà

Per prima cosa dobbiamo tener presente che la preparazione di questa mostarda d'uva richiede molto tempo e che il suo sapore dolce e speziato ricorda molto una marmellata, per cui se abbiamo poco tempo o se riteniamo che un accostamento di questo sapore non segua i nostri "canoni" di gusto, potremo desistere da questa preparazione, ma se invece non ci vogliamo far prendere da quella fretta tipica della nostra società e ci piace sperimentare sapori sconosciuti o abbinamenti inconsueti al nostro palato, la cugnà fa per noi.


Ingredienti

5 litri di mosto d'uva
3 etti di fichi (non troppo maturi)
mele cotogne
pere Martin sec,
pesche
zucca (facoltativa)
mezzo chilo fra nocciole tostate e sgusciate, gherigli di noce, mandole sbucciate
cannella e garofano, scorzetta di limone.


Preparazione

Far addensare il mosto a fuoco dolce fino a che sarà ridotto almeno a metà, aggiungere il resto della frutta tagliate a pezzetti e cuocere per un'ora abbondante, quindi aggiungere cannella e garofano pestati nel mortaio, noci e nocciole tritate (lasciarne qualcuna intera), mescolare bene e cuocere ancora per un quarto d'ora circa affinché assorba bene i profumi.
Porre in vasi di vetro, chiuderli bene e farli bollire ancora per una ventina di minuti, avvolti individualmente in un canovaccio. Lasciarli raffreddare con l'acqua, quindi conservarli in luogo fresco.

Fonte di questa ricetta : Regione Piemonte


di Paolo Sereno
paolo.sereno@laculturadelcibo.it
24 Maggio 2009

| Altro
ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO >>
Ogni settimana pubblichiamo recensioni di Appuntamenti Enogastronomici, Serate, Ristoranti, RICETTE e CONSIGLI PRATICI in cucina. Per essere informata/o iscriviti alla NEWSLETTER

La Cultura del Cibo
Riflessioni
Protagonisti
Arte e Storia
Mondo BIO
Incontri e Serate
Corsi di formazione
Speciali

Ristoranti
Recensioni
Cene tematiche
La nostra Guida

In Cucina
Consigli pratici
Ricette Cucina Povera
Ricette Cucina Ricca




In Casa
Il Pranzo della Domenica
I Nostri Piccoli Amici

Guida agli Acquisti
Dossier per Capire
Aguzziamo la Vista
Prodotti di Eccellenza
Prodotti Biologici
Vini e Liquori
Ricerca Punti Vendita
Cataloghi

Approfondimenti Tematici
Salumi
Formaggi
Carni
Pesci
Orto - Frutta
Olio e Condimenti
Pane e Pasta
Dolci
Vino
Spezie e Gusti

Club Consumatori
Cos'è il Club Consumatori
Iniziative e Programmi
Crea il Club nella tua Città



Contatti
Contatta la redazione
Iscriviti alla Newsletter
Feed RSS
Inserzioni Pubblicitarie


WEB DESIGN E MANUTENZIONE by STUDIO VOLTEA