|
|
 |

|
|
 |
| Articolo
pubblicato il 24 Maggio 2009 su www.laculturadelcibo.it |
LA CUGNA': ACCOMPAGNAMENTO CON CLASSE!
di Paolo Sereno
La Cugnà (mostarda d'uva) esalta il gusto di formaggi stagionati, polenta di farina di mais ed è ottima per accompagnare i bolliti. Vediamo come si prepara.
La cugnà è una mostarda d'uva originariamente nata per utilizzare il residuo della vendemmia e la frutta autunnale in eccesso. La cugnà non ha mai fatto distinzione di ceto o classe sociale, infatti, sin da epoca rinascimentale essa è stata introdotta sia a corte sia nelle campagne; i contadini la consumavano spesso come accompagnamento della polenta e i ceti più ricchi in abbinamento a carni e formaggi.
Preparazione della Cugnà
Per prima cosa dobbiamo tener presente che la preparazione di questa mostarda d'uva richiede molto tempo e che il suo sapore dolce e speziato ricorda molto una marmellata, per cui se abbiamo poco tempo o se riteniamo che un accostamento di questo sapore non segua i nostri "canoni" di gusto, potremo desistere da questa preparazione, ma se invece non ci vogliamo far prendere da quella fretta tipica della nostra società e ci piace sperimentare sapori sconosciuti o abbinamenti inconsueti al nostro palato, la cugnà fa per noi.
Ingredienti
5 litri di mosto d'uva 3 etti di fichi (non troppo maturi) mele cotogne pere Martin sec, pesche zucca (facoltativa) mezzo chilo fra nocciole tostate e sgusciate, gherigli di noce, mandole sbucciate cannella e garofano, scorzetta di limone.
Preparazione
Far addensare il mosto a fuoco dolce fino a che sarà ridotto almeno a metà, aggiungere il resto della frutta tagliate a pezzetti e cuocere per un'ora abbondante, quindi aggiungere cannella e garofano pestati nel mortaio, noci e nocciole tritate (lasciarne qualcuna intera), mescolare bene e cuocere ancora per un quarto d'ora circa affinché assorba bene i profumi. Porre in vasi di vetro, chiuderli bene e farli bollire ancora per una ventina di minuti, avvolti individualmente in un canovaccio. Lasciarli raffreddare con l'acqua, quindi conservarli in luogo fresco.
Fonte di questa ricetta : Regione Piemonte
|
 |
|



|