Evviva il pesce azzurro : sgombro, sardina, sarda, sardona, acciuga ( o alice), sughero, tombarello.
Non si possono allevare ( come invece avviene per il sarago, l’orata, la spigola, la sogliola ecc), contengono una alta percentuale di acidi grassi omega 3 utilissimi per il nostro organismo, vivono liberi nei mari, sono gustosissimi, digeribili, e si prestano a piatti deliziosi, dall’antipasto, ai primi, ai secondi.
Costano mediamente sei volte meno dei pesci cosidetti “pregiati” che sono per oltre il settanta per cento dei pesci che troviamo nelle pescherie ed allevati nelle “ fattorie del pesce”.
Come la trota salmonata di allevamento che sta a quella dei torrenti di montagna come il pollo sta alla pernice delle Alpi, o come i salmoni, tutti nutriti nelle fattorie del pesce con alimenti a base di carotene si che la carne assuma il colore rosato.
E oltre il settanta per cento di questi pesci arrivano dall’estero.
Il pesce azzurro, spesso, finisce nei rifiuti.
Ps. in questi giorni di Pasqua ho cucinato sgombri al finocchietto selvatico , filettini di sarde fritte, alici crude macerate in olio e limone. Per tutta la famiglia ( otto persone) ho speso euro 18, per un pranzo abbondante ivi compreso, per contorni, patate lesse e foglie di spinaci cotte a vapore. Con spaghetti Voiello alle vongole di Goro, una buona colomba pasquale,due bottiglie di vino Teroldego Rotaliano di buona struttura, il conto finale è risultato di euro 38 ( costo procapite euro cinque circa )per un pranzo da Re.