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Articolo pubblicato il 05 Aprile 2009 su www.laculturadelcibo.it

Govone: un paese da visitare ed amare!
di Massimo Prandi

Alla scoperta delle bellezze del territorio govonese, attraverso un itinerario virtuale tra cultura, enogastronomia, paesaggio, sagre e tradizioni.


A metà strada tra Alba e Asti, Govone si trova nel territorio di confine tra Roero e Monferrato, appena separato dal fiume Tanaro dalle prime colline della Bassa Langa.

Oltre alle ricchezze storiche, architettoniche, naturaliste ed enogastronomiche, Govone si caratterizza di numerose manifestazioni, che animano il paese durante tutto l’anno ed attirano molti turisti dall’Italia e dall’estero.

Abbiamo incontrato ed intervistato Ferruccio Fontana, presidente della Pro Loco di Canove di Govone, per cogliere ulteriori elementi che rendono il paese un territorio da visitare ed amare.

Presidente, Govone è un paese fortemente legato all’economia agricola, ma, negli ultimi anni, grazie anche ad un impegno notevole dell’Amministrazione comunale, delle Pro Loco e delle altre associazioni del territorio, è diventato una ambita meta enoturistica. Quali sono le manifestazioni maggiormente attrattive, da consigliare ad un visitatore?

 

Il paese è fondato su di un’economia agricola, con particolare vocazione per la produzione di vini, in particolare Barbera, Bonarda, Dolcetto, Nebbiolo e Arneis. Le manifestazioni promosse in paese sono davvero molte: "Tulipani a corte", "Regalmente rosa", "Nobiltà e vino", "Sapori d’autunno", "Mercatini di Natale"… una serie di proposte davvero attraenti, che rendono il territorio interessante durante tutto l’anno. Inoltre le quattro Pro Loco operanti sul territorio (Govone, Craviano, Canove, San Pietro) organizzano ognuna la festa della propria frazione.

Oltre alle manifestazioni, è possibile visitare opere architettoniche di rilevanza culturale e storica: quali le principali?

Certamente il Castello è l’opera più importante. La grandiosa costruzione, eletta a residenza estiva dei Savoia ed oggi patrimonio dell’Unesco, è stata edificata nel Settecento su un antico maniero.

Si struttura su due piani principali ed un terzo di minor altezza, collegati fra loro da due eleganti scaloni. Degni di nota le sale affrescate ed il parco esterno. Quest’ultimo, sempre aperto al pubblico, conserva l’originale giardino all’italiana voluto da Re Carlo Felice e più recentemente è diventato sede del museo della rosa antica.

Meritano una visita le chiese, in particolare quella di San Secondo (foto a lato), in stile gotico, il convento di Craviano (foto successiva), i numerosi piloni votivi di antica origine ed in linea di massima il Centro storico medievale.

 

Da non dimenticare il molino di Gerotte, anticamente di proprietà della Marchesa Alfieri di San Martino. Nel passato questo era uno dei punti di riferimento di tutti i contadini del circondario. Oggi è di proprietà privata, ma è stato restaurato ed è possibile la visita dietro prenotazione o nei giorni in cui sono previste manifestazioni in paese.

 

Dal centro del paese e dalle frazioni partono numerosi sentieri che si inoltrano tra vigne, frutteti, radure e rocche sul Tanaro. Quali sono i punti di osservazione privilegiati per godere al meglio del panorama?

Il punto di osservazione privilegiato è sicuramente il castello con il suo parco, da cui in giornate limpide lo sguardo può spaziare fino ad intravedere la Mole Antonelliana di Torino.

Molto interessante la possibilità di seguire i nove diversi itinerari govonesi che conducono alla visita delle frazioni attraversando anche campi coltivati e vigneti.

Considerando anche il suo ruolo di riferimento per il territorio, come vede il futuro del paese e dei piccoli comuni di Langa e Roero nel contesto della crisi economica? Le produzioni agroalimentari di qualità e l’enoturismo, legato anche ad un maggior rispetto dell’ambiente, possono essere il volano di un nuovo modello di sviluppo economico?

Credo che il territorio possa ancora crescere, naturalmente farei molta attenzione ai prezzi sia delle strutture ricettive, sia per i prodotti d’ eccellenza, non trascurando il rispetto dell’ambiente. Per esempio, come Pro Loco Di Canove da quest’anno per l’organizzazione di tutte le manifestazioni, utilizzeremo unicamente stoviglie compostabili, anche se questi materiali sono molto più cari. Stiamo coinvolgendo in questa idea anche le altre Pro Loco, al fine che tutte le feste abbiano come segno caratteristico l’ecologia.



di Massimo Prandi
massimo.prandi@laculturadelcibo.it
05 Aprile 2009

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