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pubblicato il 25 Marzo 2009 su www.laculturadelcibo.it |
Canton Ticino e Canton Grigioni: due diversi modi di vedere il turismo
di Attilio Scotti
Turismo in calo in Canton Ticino mentre nessuna flessione nel Canton Grigioni.
Interessante la lunga dissertazione a firma Libero D’Agostino sulle pagine domenicali del settimanale Il Caffe che racconta senza mezzi termini “ il turismo ticinese sempre più giù “. Ne riportiamo ampi stralci.
Come erano belli i manifesti di Daniele Buzzi ( ne riportiamo alcuni a nostro avviso bellissimi , meglio di centro fotografie, gentilmente concessi dalla direzione della Funicolare San Salvatore Sa di Lugano Paradiso alla quale vanno sentiti ringraziamenti: ndr.): colori squillanti, quasi mediterranei, per celebrare il grande successo del turismo ticinese allo stato nascente. In questi colori c’è tutta la freschezza delle nuova industria del tempo libero che si lasciava alle spalle il cantone della fatica dura, terra, emigrazione e miseria.
La nuova frontiera era giä aperta mezzo secolo prima con la ferrovia del Gottardo e la nuova rete stradale, con la costruzione da Brissago a Lugano dei gran di alberghi dalle facciate monumentali,, meta del bel mondo europeo, di scrittori, musicisti, attori di fama.
Tra le due guerre ed agli inizi degli anni cinquanta sono i cartelli del Buzzi che marcavano in modo colorito e vivace la pimpante immagine del turismo ticinese.
E’ andata bene fino agli anni ottanta. Poi inesorabile il declino: oltre tre milioni di pernottamenti nel 1981, poco piu’ di duemilioni lo scorso anno. un calo del 30%
Perché questa emorragia?
“ Per promuovere un prodotto bisogna crederci”. E’ questa la domanda da farsi, lo dice Albert Amstuz ex presidente di Hotellerie Suisse e titolare ad Orselina dell’omonimo albergo, lui ci crede ancora al turismo ed in questi anni ha investito parecchio.
Ma sono decine ormai gli alberghi che hanno chiuso, alcuni trasformati in residenze di lusso o in bordelli come ad esempio il Grand Hotel di Locarno, muto testimone di un passato glorioso e che va lentamente in rovina in attesa di un improbabile compratore. ……….Qui si vive nel passato, , manca una visione del futuro, bisogna sedersi attorno ad un tavolo privati e Stato per lavorare ad un nuovo concetto di turismo: ecco la ricetta di Behgjet Pacolli grand patron del super cinque stelle Diamont di Vico Morcote.
Si dice che a spiazzare il Ticino turistico, finestra svizzera sul Mediterraneo, siano stati quei mercati emergenti che per mille franchi ( euro 750)offrono una settimana in hotel quattro stelle, tutto compreso ( anche vino e bevande varie).
Ma altre cose frenano il turismo ticinese: si stenta anche a tradurre una offerta alternativa, alcune risorse chiave: la produzione vinicola con il Merlot che siè guadagnato una sua fama anche in altri paesi, l’architettura, gli eventi culturali, gli spettacoli di forte richiamo,la rete di sentieri per escursionisti, la potenziabilità di laghi e montagne.
Le vie di accesso al cantone ed alle località turistiche sono sempre intasate, la gente che va in vacanza vuole arrivarci comodamente,, senza fare ore ed ore di colonna.
Fin qui le considerazioni di una contrazione turistica ticinese. Ma balza alla luce il vicino Canton Grigioni che di crisi turistica non vede nemmeno l’ombra anzi aumentano pernottamenti e presenze.
Diversificazione,Marketing,Collaborazione: sembrano essere queste le parole magiche che permettono al turismo grigionese di veleggiare a gonfie vele.
E il turismo continua ad essere uno dei principali motori economici. La parola d’ordine dell’Ente Turistico grigionese è : rimbocchiamoci le maniche” !
Ecco in breve le motivazioni di questo nuovo corso spiegate da Michael Cafush responsabile dell’Ufficio dell’Economia e del Turismo del canton grigioni.
"Abbiamo diversificato l’offerta e proposte püer attirare il maggior numero di turisti, non solo sci, montagna na anche cultura, manifestazioni, congressi. Poca o molta neve, Pasqua alta o bassa importano fino ad un certo punto se ci si prepara dei piani di riserva si puo’ andare incontro meglio alle esigenze del turismo. Investire sul nome del cantone significa concepire i Grigioni come un insieme di proposte che toccano tutti gli asspetti della quotidianità, dalla lingua alle acque minerali, passando per i mezzi di trasporto, significa investire in immagini chiave che attirano il turista. Per procedere in questo senso abbiamo creato nuove organizzazioni turistiche in varie regioni,che però non si presentano in primo luogo non solo come Saint Moritz o Davos, ma come Grigioni nel suo complesso, inoltre lo Stato e l’Ente Turistico hanno deciso di lavorare in sinergia con i privati. Il cantone , ad esempio, andando incontro a chi voleva ristrutturare e rinnovare l’offerta".
Nostre considerazioni:
Certamente uno sforzo ed un cambiamento di grandissima attenzione e, per questo Cantone con la sua lingua romancia e le sue ataviche abitudini, una sferzata di novità.
Non si fa cenno nelle dichiarazioni, me è utile ricordarlo, alla grande valenza delle ferrovie di montagna (tra cui il mitico trenino rosso, bene Unesco) che non sono solo una attrazione turistica ma un vero e capillare mezzo di trasporto efficiente in tutto il Cantone.
Questa ricetta è stata adottata in Italia dall’ Alto Adige, ed oggi da Bolzano a Merano ed in tutta la grande regione alpina il turismo è sempre motore trainante.
Da ultimo i prezzi e la gastronomia.
Prezzi equi, giusti ed in alcune località inferiori alla media europea, e la gastronomia gioca la sua carta presentando ai turisti i piatti del territorio nella loro versione originale senza “taroccamenti”.
Canton Grigioni e Alto Adige, la nuova frontiera del turismo: estivo ed invernale.
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