Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

Ingrandisci il testoRiduci il testoStampa la pagina Invia questa notizia a un amico
Articolo pubblicato il 11 Gennaio 2012 su www.laculturadelcibo.it

ALLERGIE, INTOLLERANZE E…CIBI TAROCCATI LEGALMENTE!
di Luciano Bergesio

Forse è ora di prendere in seria considerazione il problema. I cibi industriali e anche quelli innocenti già pronti che troviamo nei banchi delle gastronomie sono un terreno minato. E intanto le intolleranze crescono senza che esista una minima volontà di andare alla fonte del problema. Cronache dall’Osteria, non perdetevele.


Praticamente ogni giorno scopriamo attraverso l’informazione gridata dei media qualche scandalo alimentare: la mozzarella taroccata, le tagliatelle alla bolognese taroccate,  il vino taroccato, il riso che vogliono definitivamente taroccare,…ma poi tutto passa e va, nessuno scandalo lascia una scia virtuosa e si aspetta il nuovo giorno per scoprirne un altro.

Sembra quasi fatto apposta perché l’attenzione si fermi lì, perché ogni giorno ci sia qualcosa di eclatante da esporre al pubblico ludibrio e condannare, in modo che i problemi veri e reali non vengano mai affrontati.

Esiste invece una taroccatura più subdola, strisciante e malefica, che è quella degli additivi e di tutti gli altri “bendiddio” che la legislazione alimentare permette ormai da troppo tempo di mettere nei cibi, industrializzati e non, per perseguire altri scopi (il primo prezzo, il guadagno, la maggior conservabilità, …) senza tenere conto degli effetti che questi additivi alla distanza possono avere sulla salute dell’uomo.

Ma ci siamo mai chiesti perché le allergie e le intolleranze alimentari crescono a dismisura tra l’indifferenza dei molti per non dire di tutti?

Non sarà per caso che gli organismi più deboli, stanchi di dover “digerire” sostanze che l’occhio non vede nei cibi, smettano di assimilarle e ne diventino intolleranti?

E’ una tesi che ho sostenuto nel mio libro “Il Consumatore non se lo merita” che potete scaricarvi gratuitamente e che in modo lucido e razionale affronta anche queste problematiche legate all’interazione tra cibo e salute.

Sta di fatto che oggi la realtà ha contorni e riflessi incredibili.

Ho un osservatorio privilegiato che è l’Osteria dei 5 Piatti, dove ogni sera con la mia brigata di cucina affrontiamo questi problemi con scoperte sconvolgenti.

Ad esempio, la salsiccia.

In Osteria ce la produciamo direttamente con una mia antica ricetta fatta di buona carne fresca di suino, un po’ di pancetta e di guanciale, un pizzico di pepe e di altre spezie biologiche che Sonnentor (il miglior produttore in assoluto secondo la mia esperienza) ci spedisce dall’Austria, senza aggiungere alcun additivo.

Mercoledì la nostra piccola insaccatrice incomincia a fare le bizze e non possiamo autoprodurci la nostra salsiccia; abbiamo prenotati per cena una coppia, entrambi intolleranti alle proteine del latte: penso: pazienza, non ce la possiamo produrre, andiamo a comprarla..”

Ho telefonato a tutte le principali catene di distribuzione che stanno in Torino e hinterland chiedendo di conoscere gli ingredienti della salsiccia in vendita e ahimé tutte, dicasi tutte, avevano tra gli ingredienti la polvere di latte! Penso “vabbé, la Grande Distribuzione non è molto attenta, ma probabilmente il piccolo artigiano sì” e iniziano le telefonate alle macellerie e salumerie del territorio per ottenere lo stesso risultato: tutti usavano additivi e ingredienti che contenevano derivati dal latte.

Alla coppia di ospiti ho candidamente confessato la rottura dell’insaccatrice e ho creato per loro un altro antipasto altrettanto gustoso, ma mi è rimasto un avvertibile senso di nausea per la considerazione che se voglio mangiare la salsiccia devo per forza anche mangiare il latte in polvere, che tutti, con il beneplacito della legge, mettono.

E sapete perché?

Non perché il latte rende più buona la salsiccia ma perché trattiene dentro più acqua e quindi l’ignaro consumatore paga l’acqua al prezzo della salsiccia! E così vale per tantissimi altri prodotti, pane compreso. Questa non è taroccatura legalizzata e generalizzata?
Inizieremo dalla prossima settimana un’inchiesta approfondita sui molti settori merceologici che adottano questi sotterfugi e per l’intanto non ci resta che chiederci “Ma dove sta Zazà, o madonna mia?”



di Luciano Bergesio
luciano.bergesio@laculturadelcibo.it
11 Gennaio 2012

| Altro
ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO >>
Ogni settimana pubblichiamo recensioni di Appuntamenti Enogastronomici, Serate, Ristoranti, RICETTE e CONSIGLI PRATICI in cucina. Per essere informata/o iscriviti alla NEWSLETTER

La Cultura del Cibo
Riflessioni
Protagonisti
Arte e Storia
Mondo BIO
Incontri e Serate
Corsi di formazione
Speciali

Ristoranti
Recensioni
Cene tematiche
La nostra Guida

In Cucina
Consigli pratici
Ricette Cucina Povera
Ricette Cucina Ricca




In Casa
Il Pranzo della Domenica
I Nostri Piccoli Amici

Guida agli Acquisti
Dossier per Capire
Aguzziamo la Vista
Prodotti di Eccellenza
Prodotti Biologici
Vini e Liquori
Ricerca Punti Vendita
Cataloghi

Approfondimenti Tematici
Salumi
Formaggi
Carni
Pesci
Orto - Frutta
Olio e Condimenti
Pane e Pasta
Dolci
Vino
Spezie e Gusti

Club Consumatori
Cos'è il Club Consumatori
Iniziative e Programmi
Crea il Club nella tua Città



Contatti
Contatta la redazione
Iscriviti alla Newsletter
Feed RSS
Inserzioni Pubblicitarie


WEB DESIGN E MANUTENZIONE by STUDIO VOLTEA