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Articolo pubblicato il 15 Marzo 2009 su www.laculturadelcibo.it

Gianduja e i suoi giandujotti
di Paolo Sereno

Gianduja è una maschera del carnevale torinese ma con origini astigiane. La tradizione vuole infatti che in provincia di Asti, per la precisione a Callianetto, vi sia la casa natale di Gianduia. Il nome Gianduia deriva da "Gioann dla doja" ovvero Giovanni del boccale; allegro e godereccio, incarna lo stereotipo piemontese del "galantuomo" coraggioso, assennato, incline al bene e fedele alla sua inseparabile compagna Giacometta (che lo affianca ancora oggi nelle feste di paese). Dal suo nome deriva quello della cioccolata di tipo gianduia e del relativo cioccolatino gianduiotto con la quale è confezionato, entrambi specialità torinesi.


Il cioccolato Gianduja
Il cioccolato Gianduja rappresenta l'eccellenza dell'arte pasticcera torinese. La grande tradizione di questo cioccolato, infatti, affonda le sue radici addirittura agli inizi del 1800, periodo nel quale videro la luce i primi impasti a base di cacao, zucchero e nocciole. Erano tempi difficili per il cacao, faticosamente reperibile a causa del blocco imposto da Napoleone per tutti i prodotti provenienti dalle colonie francesi. L'idea di aggiungere una generosa dose di pasta di nocciole fu geniale. Sfruttando infatti le risorse abbondantemente disponibili nel territorio piemontese fu possibile creare un meraviglioso cioccolato che univa al costo più contenuto un sapore davvero unico, sapore che si dimostrerà capace di conquistare il palato di milioni di estimatori in tutto il mondo. Per poter gustare al meglio la ricetta definitiva del Gianduja, tuttavia, è necessario attendere ben 60 anni. Solo nel 1857, infatti, viene raggiunta la formula che è rimasta praticamente invariata fino ai giorni nostri, con l'aggiunta della tostatura preventiva delle nocciole e la loro successiva macinatura extra-fine prima di abbracciare il cacao.


Nonostante l'impasto sia ormai divenuto Gianduja a tutti gli effetti, il nome non era ancora quello conosciuto tutt'oggi. Doveva infatti prima comparire la nota maschera torinese (visibile nell'immagine di testa di questo articolo), che presenterà nel 1867 i famosissimi Giandujotti, ovvero i primi cioccolatini incartati della storia, durante i festeggiamenti del Carnevale. Da allora questo prodotto ha letteralmente conquistato i gusti di giovani e vecchi, che ne apprezzano da sempre l'immensa dolcezza e il gusto particolare e squisito, tanto da far sì che il Gianduja sia in assoluto il cioccolato più imitato della storia.
(fonte: www.gianduja.it)


I Giandujotti
Il gianduiotto è un tipo di cioccolatino a forma di barca rovesciata composto con cioccolata di tipo gianduia. Solitamente è avvolto in carta dorata o argentata.
Agli inizi la lavorazione avveniva manualmente. La pasta veniva lavorata fino ad ottenere un grado ottimale di viscosità, consistenza e fluidità. Alla fine si scodellava il cioccolatino che assumeva così la caratteristica forma a barchetta.
Attualmente il gianduiotto si ottiene per “estrusione”, producendo una pasta continua nella caratteristica forma a spicchio, tagliata a mano.
La tecnica dell’estrusione è sopravvissuta alla meccanizzazione della lavorazione del gianduiotto e oggi rappresenta l’alternativa alla tecnica della colata nello stampo.


Alcune Curiosità

  • Il gianduiotto era una delle due cose preferite di Torino dall'artista Andy Warhol.
  • Il gianduiotto più grande del mondo fu realizzato a Torino durante Eurochocolate Torino 2000: misurava 2 m di altezza per 4 m di lunghezza per 1 m di larghezza, frutto di 150 ore di lavoro.



Crema Gianduja


Ingredienti:

60 g. di nocciole tostate
100 g. di cioccolato fondente
70 g. di burro morbido
90 g. di zucchero
90 g. di latte

Mettiamo a sciogliere a bagnomaria il cioccolato, il burro e lo zucchero. Nel frattempo maciniamo le nocciole tostate fino a ridurle in polvere, avendo cura di non scaldarle troppo (per evitare di scomporre la parte oleosa dei semi). Quando il composto a bagnomaria sarà completamente sciolto uniamo il latte avendo cura di inglobarlo progressivamente mano a mano che viene assorbito. Poi uniamo la polvere di nocciole e mescoliamo con cura. Ecco pronta una succulenta crema per infarciture o da spalmare sul pane per una fantastica merenda.
(fonte: www.gianduja.it)




di Paolo Sereno
paolo.sereno@laculturadelcibo.it
15 Marzo 2009

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