Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

Ingrandisci il testoRiduci il testoStampa la pagina Invia questa notizia a un amico
Articolo pubblicato il 06 Settembre 2010 su www.laculturadelcibo.it

DOMENICA 12 SETTEMBRE SI INAUGURA IL WI-MU, IL NUOVO MUSEO DEL VINO AL CASTELLO DI BAROLO
di Simone Alessandria

Si inaugura domenica 12 settembre 2010 alle 18.00 al Castello Falletti di Barolo (Cn) il WiMu - Wine Museum, l’innovativo museo del vino nato dalla fantasia di François Confino, autore di numerosi e apprezzati allestimenti museali in tutto il mondo fra cui quello del Museo del Cinema alla Mole Antonelliana di Torino. Inaugurano il WiMu il ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla, l’assessore al Turismo della Regione Piemonte Alberto Cirio, la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, il sindaco di Barolo Walter Mazzocchi.


A salutare l’apertura saranno un’anteprima, venerdì 10 settembre alle 21.30, con il concerto di Simone Cristicchi + GnuQuartet in Piazza della Libertà e domenica 12 alle 18.30 nel cortile del Castello l’allestimento della fiaba musicale Pierino e il Lupo di Sergej Prokof’ev in un’inedita rilettura jazz + electronics affidata alla voce del mattatore Franco Branciaroli e alla performance dal vivo di alcuni fra i più prestigiosi musicisti della scena italiana diretti da Enrico Blatti:  Mario Arcari, oboe; Stefano Cabrera, violoncello; Davide “Boosta” Dileo, piano e electronics; Roberto Izzo, violino; Salvatore Majore, contrabbasso; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Alessio Pisani, fagotto; Francesca Rapetti, flauto; Raffaele Rebaudengo, viola. L’ingresso agli spettacoli è gratuito fino a esaurimento posti.

Il WiMu - Wine Museum non poteva che nascere a Barolo. Qui, fra queste ordinate colline pettinate a vigneto è nato oltre due secoli fa quello che è riconosciuto come il «re dei vini», divenuto vino ufficiale della Corte dei Savoia e oggi fra i più prestigiosi ambasciatori del made in Italy nel mondo.

Qui, quello che non c’era, adesso c’è. Il castello dei marchesi Falletti nel cuore dell’abitato di Barolo recupera e ridisegna le sue storiche sale per ospitare un museo che aggiunge un tassello fondamentale all’offerta turistica, culturale ed enogastronomica di questa terra acclamata come meta da visitatori e buongustai di tutto il mondo.

Il WiMu - Museo del Vino nasce dall’accordo tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Barolo, Unione di Comuni «Colline di Langa e Barolo» ed Enoteca Regionale del Barolo, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Compagnia di San Paolo.

Il WiMu non è un museo tradizionale, inteso come statica collezione di «memorabilia», ma quanto di più lontano dal concetto classico di esposizione. Si tratta infatti di un viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino, attraverso un percorso di evocazioni e suggestioni.

In uno scenario storicamente e architettonicamente importante come il castello Falletti, l’allestimento è stato concepito per rompere con le linee più tradizionali, a partire dal progetto, affidato a François Confino, già autore dell’intervento scenografico che ha interessato la Mole Antonelliana di Torino per ospitare il Museo nazionale del Cinema.

Innovazione sì, ma senza mai dimenticare che il museo sorge a Barolo, borgo immerso tra le colline più dolci delle Langhe, tutte rigorosamente pettinate a vigneto, patria del vino per eccellenza e luogo ideale per fare visita alle mille cantine del territorio, partire per la scoperta degli altri castelli che punteggiano le Langhe o tuffarsi in una delle tante osterie o ristoranti che offrono prodotti riconosciuti fra i migliori dell’enogastronomia italiana.

Il percorso di visita è una celebrazione del vino: un viaggio emozionale fra buio e luce, suoni e colore, fra realtà e mito attraverso i colori e i suoni delle stagioni, dei tempi del giorno e dell’anno. L’allestimento - come sempre in Confino - mescola rigore scientifico e didascalico e divertissement puro, citazioni colte e ironiche, trovate a volte spiazzanti ma mai banali. Non un museo dove si «guarda» soltanto, ma dove si viene immersi in atmosfere avvolgenti, colpiti dalle suggestioni di installazioni multimediali, diorami, teatrini e cappellette, macchine e pulsanti che il visitatore può mettere in moto e azionare di persona.

Cinque piani aperti al pubblico per un percorso che comincia dall’alto per poi scendere fino all’Enoteca Regionale del Barolo, dal 1982 ospitata nelle antiche cantine del castello.  Il vino nel mito, come bevanda  prediletta dagli dei e dagli uomini. La nascita del vino e gli elementi fondamentali per la sua produzione: il sole, la luna, il tempo, la sapienza della mano, il lavoro. Il vino nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nella musica, nella cucina della tradizione contadina e dell’innovazione dei grandi chef. Al piano nobile del castello viene evocato il profondo legame che da sempre unisce il vino Barolo alla famiglia Falletti e al territorio circostante, raccontato dalla viva voce degli abitanti del borgo, resuscitati per incanto da vecchie fotografie. Un omaggio anche alla storia del castello e ai personaggi illustri che lo hanno abitato, come la marchesa Juliette Colbert e l’eroe del Risorgimento italiano Silvio Pellico, che qui fu bibliotecario e del quale si conserva intatta la camera studio.

Si scende al primo piano seminterrato, e il vino raccontato ed evocato lascia spazio al vino degustato nella sua pienezza sensoriale: nel Tempio dell’Enoturista il visitatore troverà uno spazio luminoso e accogliente dove consultare guide e riviste specializzate, confrontarsi con esperti del vino, ma soprattutto conoscere e degustare il Barolo sotto la guida di esperti sommelier. Un’aula didattica - con i banchi in legno originali dell’antico istituto scolastico ospitato un tempo nel castello - sarà il luogo dove un «maestro virtuale» ci aiuterà a ripassare e ci... interrogherà per verificare se abbiamo imparato bene la lezione sul vino e i suoi segreti.

Degna conclusione del percorso, l’Enoteca Regionale del Barolo: il grande spettacolo delle etichette e delle annate del re dei vini, con la possibilità per il visitatore di trovare la propria bottiglia e portarsela a casa.

Il sito internet provvisorio del WiMu www.barolomuseodelvino.com prossimamente sarà sostituito da quello definitivo www.wimubarolo.it. Qui sarà possibile effettuare la visita virtuale al museo, prenotare on line le visite e acquistare il proprio biglietto.


 



di Simone Alessandria
simone.alessandria@laculturadelcibo.it
06 Settembre 2010

| Altro
ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO >>
Ogni settimana pubblichiamo recensioni di Appuntamenti Enogastronomici, Serate, Ristoranti, RICETTE e CONSIGLI PRATICI in cucina. Per essere informata/o iscriviti alla NEWSLETTER

La Cultura del Cibo
Riflessioni
Protagonisti
Arte e Storia
Mondo BIO
Incontri e Serate
Corsi di formazione
Speciali

Ristoranti
Recensioni
Cene tematiche
La nostra Guida

In Cucina
Consigli pratici
Ricette Cucina Povera
Ricette Cucina Ricca




In Casa
Il Pranzo della Domenica
I Nostri Piccoli Amici

Guida agli Acquisti
Dossier per Capire
Aguzziamo la Vista
Prodotti di Eccellenza
Prodotti Biologici
Vini e Liquori
Ricerca Punti Vendita
Cataloghi

Approfondimenti Tematici
Salumi
Formaggi
Carni
Pesci
Orto - Frutta
Olio e Condimenti
Pane e Pasta
Dolci
Vino
Spezie e Gusti

Club Consumatori
Cos'è il Club Consumatori
Iniziative e Programmi
Crea il Club nella tua Città



Contatti
Contatta la redazione
Iscriviti alla Newsletter
Feed RSS
Inserzioni Pubblicitarie


WEB DESIGN E MANUTENZIONE by STUDIO VOLTEA