"Il colorante si aggiunge alla panna prima di incominciare lo sbattimento, ... la dose per 10 litri di panna è da centimetri cubi 4 a 12 a seconda della stagione,..." Questo è quanto si legge su questa etichetta di COLORANTE PER BURRO.
Non allarmatevi, non è l'ultimo sequestro di sostanze proibite fatto dai NAS ma l'etichetta di un prodotto chimico venduto nella seconda metà dell'Ottocento da una ditta che aveva sede in Piazza Palazzo di Città di Torino (questa etichetta fa parte di una collezione di oltre 5000 pezzi raccolti pazientemente negli anni da Domenico Musci, valente storico della enogastronomia, che ringraziamo per avercela messa a disposizione, insieme alle altre presentate in questo articolo).
E non costava proprio poco questa diavoleria che permetteva al burro di essere più colorato e brillante, come attesta questa ricevuta di pagamento (scritta sul retro dell'etichetta) datata 19 aprile 1888:
Ma lo stupore non può fermarsi qui.
Ecco come fare per autoprodursi, senza coltivare la vigna, litri e litri di buon Moscato di Canelli e, se gradito, anche di buon Brachetto (SIGH!):
Neanche lo Champagne era indenne da simili taroccamenti, come ci chiarisce bene quest'altro piccolo depliant, sempre dello stesso "chimico farmacista", che merita di essere letta integralmente:
"Desiderando ottenere un VERO CHAMPAGNE si aggiunga ad ogni litro di filtrato g 15 di alcool fino, ... per ottenerlo invece in rosso TIPO BRACHETTO si aggiunga da 1 a 2 bicchieri per litro di vino generoso". Il tutto datato 19 dicembre 1916!
Sono due episodi che si commentano da sè.