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pubblicato il 19 Aprile 2010 su www.laculturadelcibo.it |
NUOVE TENDENZE: DOPO IL VINO AL BICCHIERE E LA MEZZA BOTTIGLIA, AL RISTORANTE SI FA STRADA IL “BOTTLE SHARING”
di Simone Alessandria
Un modo divertente per assaggiare le proprie etichette preferite o scoprirne di nuove, ma anche per risparmiare e fare nuove conoscenze.
Metti una sera a cena al ristorante, con amici astemi o con il desiderio di assaggiare un vino particolare, senza necessariamente dover finire tutta la bottiglia: la soluzione è il “bottle sharing”, una nuova tendenza che si sta affermando con grande successo in alcuni locali del Belpaese.
L’idea - di cui si è parlato a Vinitaly, a Verona dall’8 al 12 aprile, uno dei più importanti eventi dell’enologia internazionale - è semplice quanto geniale, e consiste nel condividere una bottiglia di vino tra i tavoli di clienti che non si conoscono tra loro. Deus ex machina il ristoratore, che deve possedere la giusta sensibilità per individuare tra i propri clienti coloro che posseggono il profilo ideale per aderire alla proposta.
Dopo aver sondato i desideri degli avventori, e riconosciuto - e magari orientato - la loro preferenza per questa o quella etichetta, il ristoratore li presenta. Se tutti accettano la proposta, la bottiglia viene ordinata ed equamente divisa - dal ristoratore in persona - tra i calici dei clienti.
A causa del difficile momento congiunturale, con il conseguente calo generalizzato dei consumi, ma anche delle severe limitazioni imposte dai controlli anti-alcol per chi guida, e non ultimo di un salutismo sempre più diffuso, il mondo della ristorazione si ingegna per proporre alla propria clientela nuove maniere di ordinare il vino.
Oltre al nuovo “bottle sharing”, è già consolidata nel nostro Paese la scelta del vino al bicchiere e l’inserimento, anche nelle carte dei vini più prestigiose, delle mezze bottiglie. Se fino a pochi anni fa la scelta dei 375 ml è sempre stata limitata - a parte i piccoli formati dei vini dolci - oggi sono in costante aumento le cantine, anche molto note e prestigiose, che hanno deciso di puntare sulla “taglia” ridotta.
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