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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 19 Aprile 2010 su www.laculturadelcibo.it

Quando l'arte si declina al femminile
di Stella Isoppo

Rosalba Carriera e l'arte del ritratto


La storia dell’arte non fa spesso riferimento a donne pittrici. In realtà sono esistite donne artiste, anche apprezzate. Questo è il caso di Rosalba Carriera (1675-1757, Venezia), letterata, non solo artista, figlia di un notabile veneziano. Rosalba dedicò tutta la sua vita a dipingere, specialmente usando la tecnica del pastello. Inizialmente si dedicava a piccoli ritratti, su cartoline, da vendere ai turisti poi iniziò ad avere committenti, e ammiratori, illustri come il re di Danimarca. Fu così che il suo nome si fece conoscere in Europa, tanto che iniziò a rivestire ruoli importanti nelle Accademie delle Belle Arti, tra cui quella prestigiosa di Parigi. Purtroppo la sua ascesa fu fermata da una malattia agli occhi che le tolse la vista, impedendole di dipingere e conducendola così alla pazzia. Restano però le sue opere, tele di piccole dimensioni ma ricche di emozione. Opere dalle tematiche non impegnate all’apparenza, all’epoca andavano di moda i quadri con i grandi avvenimenti storici pieni di retorica.

Il Ritratto di bambina con la ciambella (39,6 x 33,9 cm Pastello carta applicata su tela) invece, si concentra su un gesto semplice della bambina tanto da far capire che questo quadro non ha intenti celebrativi o epici, solo è quasi una istantanea molto privata destinata alla famiglia della protagonista. Si tratta della giovane Blond, che qui è rappresentata con le guance rosse, la piccola bocca e gli occhi spalancati. Il talento della pittrice, nel riprendere il più piccolo particolare, è messo in evidenza dalla cura con la quale è riprodotto il vestito. Bianco, con decori floreali e chiuso al collo da un nastro.
Rosalba Carriera voleva, dunque, indagare e portare alla luce, con dovizia di particolari, le sommesse effusioni dell’anima di chi veniva ritratto. Aspetti che la pittura del suo tempo non teneva più in considerazione, perché i personaggi erano ritratti in pose pompose e artificiose, una simulazione vera e propria messa in atto per ostentare il loro potere. Una modo di lavorare che sarà come detto molto apprezzato anche da celebri colleghi pittori, nonostante questo e la carriera accademica, Rosalba non sarà mai ammessa nella Corporazione delle Arti della sua città, perché le donne non erano accettate.



di Stella Isoppo
stella.isoppo@laculturadelcibo.it
19 Aprile 2010

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