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N. 01
11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 18 Marzo 2010 su www.laculturadelcibo.it

ATTRIBUITA L'IGP AL SEDANO BIANCO DI SPERLONGA
di Simone Alessandria

La denominazione è stata inserita nel registro europeo delle DOP e delle IGP.


L’indicazione Geografica Protetta (IGP) “Sedano Bianco di Sperlonga” è riservata esclusivamente al sedano appartenente alla specie Apium graveolens L. var dulce Mill. ecotipo “Bianco di Sperlonga”, con coste bianche o biancastre. Il caratteristico colore chiaro è un elemento intrinseco dell’ecotipo, che comunque può essere enfatizzato con densità di semina più fitta.

All’atto dell’immissione al consumo il “Sedano bianco di Sperlonga” a Indicazione

Il “Sedano Bianco di Sperlonga” per avvalersi dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) deve essere coltivato e confezionato nel territorio del Comune di Fondi e del Comune di Sperlonga.

La semina deve essere praticata a partire dal mese di Luglio. Il seme può essere disposto tal quale o confettato in cassette (a spaglio) oppure in contenitori alveolati. Per la germinazione del seme è indispensabile la presenza di luce. La produzione del seme, operata attraverso la selezione fenotipica (ossia ottenimento del seme dalle piante migliori), avviene presso le aziende e/o i vivai ricadenti nell'areale di produzione.

Il seme prodotto da tali aziende e/o dai vivai, può essere messo a disposizione degli altri produttori o dei vivai ricadenti nell'areale di produzione, i quali provvedono alla produzione delle piantine. Le piantine prodotte presso i vivai devono essere restituite o messo a disposizione delle aziende ricadenti nell'areale di produzione.


Il trapianto delle piantine deve avvenire quando le stesse hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm circa. Il sesto di impianto è di 25-35 cm tra le file e 25-35 cm sulla fila, con un investimento ottimale di 10-12 piante/m2. E’ ammesso un investimento massimo di 14 piante al metrro quadro.

Il fabbisogno idrico della coltura del ecotipo “Bianco di Sperlonga” è assicurato mediante irrigazione. Sono consentiti sistemi irrigui a pioggia o di microirrigazione.

La concimazione della coltura del sedano deve essere impostata con riferimento alle successioni di cicli colturali dell’intera annata agraria.

Il controllo delle erbe infestanti deve essere particolarmente curato nei primi 40-50 giorni dal trapianto in quanto il sedano, in questa fase, presenta un accrescimento lento e pertanto è poco competitivo nei confronti delle erbe infestanti. La lotta alle malerbe è effettuata con tecniche ecocompatibili quali: mezzi fisici (solarizzazione) o mezzi manuali (sarchiatura o scerbatura). Tuttavia è consentito l’impiego di diserbanti registrati per la coltura (antigerminelli) sia in fase di pre-trapianto che in fase di posttrapianto, entro un termine massimo di 3 settimane dall’impianto.

La difesa dai parassiti deve essere effettuata secondo le tecniche di lotta integrata al fine di ridurre al minimo o di eliminare i residui di antiparassitari sul sedano.

Il “Sedano Bianco di Sperlonga” rispetto alle principali cultivar commerciali risulta meno sensibile alla prefioritura.

La raccolta del “Sedano Bianco di Sperlonga”, va effettuata a mano, recidendo la pianta al di sotto del colletto. Le piante devono essere adagiate nel contenitore, evitando che durante tale operazione si verifichino sfregamenti con conseguente rottura dei tessuti e fuoriuscita di succhi cellulari. Inoltre l’esposizione al sole del prodotto dopo la raccolta va ridotta al minimo.

La zona di produzione del “Sedano bianco di Sperlonga” è caratterizzata da una situazione pedoclimatica molto favorevole per la coltivazione del sedano. Sono questi terreni caratterizzati da una soluzione circolante con un elevato grado di salinità, su cui il sedano ha trovato l’habitat elettivo, che conferiscono al “Sedano bianco di Sperlonga” le qualità organolettiche specifiche di sapidità, gusto dolce e moderatamente aromatico, presenza di molecole (ossia di acidi organici), nonché una minore resistenza alla rottura. Tale teoria è rafforzata dalla composizione per lo più argilloso - sabbiosa dei terreni che risultano caratterizzati dalla presenza di elevate percentuali di ferro, manganese, zinco, rame, boro.

Il disciplinare in PDF




di Simone Alessandria
simone.alessandria@laculturadelcibo.it
18 Marzo 2010

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