Dalla prefazione dell'autore nel 2005
Non c’ è Commercio disonesto, non c’ è Produzione disonesta, non c’ è Oste disonesto, ma la qualità del cibo peggiora ogni giorno e la qualità della vita anche.
Siamo entrati in un circolo vizioso e prima o poi bisognerà uscirne, perché il Consumatore paga con soldi buoni tutto ciò che acquista e spesso ottiene in cambio qualità e servizi sempre più scarsi.
Immaginiamo invece che la “qualità” del cibo quotidiano migliori improvvisamente: ogni operatore del mercato continuerà a guadagnare e prosperare domani come oggi, ma il Consumatore avrà notevoli benefici, che oggi non ha.
L’ artefice del cambiamento può essere soltanto il Consumatore, diventato più attento, più esigente e meno credulone: deve far sorgere finalmente la sempre troppo dimenticata “domanda dal basso”, migliorando la sua cultura dell’ alimentazione e del “buon vivere”, la sua conoscenza dei fatti quotidiani e l’ attenzione verso la sua borsa della spesa.
Un po’ di utopia, un po’ di realismo e un po’ di necessario pragmatismo: così è questo thriller alimentare, che ho scritto dalla parte del Consumatore, ricordando con rabbia alcune delle mie esperienze.
Ho provato ad immaginare cosa la Produzione amerebbe fare, cosa la Distribuzione potrebbe fare e cosa l’ Agricoltura dovrebbe fare.
Ho anche provato a dare razionalità al mio modello di CULTURA DEL CIBO, basato su tre principi fondamentali: il cibo non può essere inteso come un “bene di largo consumo”, è necessaria la “par condicio tra Consumatore e pubblicità al prodotto alimentare” e la Filiera Agroalimentare ha una “componente etica imprescindibile” in quanto è legata alla salute, alla gioia di vivere ed al benessere dell’ uomo.
Infine ho dedicato l’ epilogo al progetto delle “Basi Masticabili Aromatizzate”, cibo senz’anima, unica vera risposta al degrado totale della qualità dell’ alimentazione, cambiamento epocale nello stile di vita……
Fortunatamente in tutti questi anni Slow Food ha presidiato il ricordo del “gusto” e del piacere conviviale ed ha rilanciato un messaggio che rischiava di essere travolto dagli eventi.
Che sia giunto il momento di invertire la rotta sulla qualità e di fare il “patto etico” tra tutte le componenti del mercato per ricostruire il passato in un futuro migliore?
Luciano Bergesio
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