Anoressia e bulimia. Disturbi alimentari sempre più frequenti negli adolescenti. Obesità. Malattia sempre più diffusa tra la popolazione, soprattutto dei paesi sviluppati.
Il cibo è uno dei piaceri della vita, tuttavia, nella società odierna è innegabile come stiano aumentando i malesseri legati al rapporto con l’alimentazione.
In un adolescente questa problematica potrebbe essere interpretata come una spia della confusione interiore che i giovani provano rispetto al mondo esterno. Il loro disordine psicologico si manifesta nell’incapacità di gestire il proprio bisogno di mangiare, in alcuni casi respinto completamente, in altri subito. Benché anoressia e bulimia siano delle malattie, quindi rappresentino un’estremizzazione, il disagio alimentare nell’età delle crisi adolescenziale potrebbe essere definito quasi fisiologico.
Diverso, invece, è il discorso collegato all’obesità. Patologico aumento del peso corporeo in seguito ad un eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell’organismo.
Ma come potrebbe interpretare questo problema la mente di un’adolescente?
Conseguenza di una progressiva modifica delle abitudini alimentari, di un cambiamento della qualità e della quantità del cibo a causa della globalizzazione dei commerci. Oggi, in Italia, è notevolmente aumentato il numero dei fastfood importati dall’estero e dei ristoranti d’asporto. Si mangiano molti prodotti confezionati o, comunque, non preparati in casa. Si sta perdendo la frequentazione del casalingo. E questo non comporta solo un semplice mutamento delle tradizioni, come molti sostengono, ma anche, e in modo molto più preoccupante, un radicale cambiamento delle strutture fisiche degli organismi.
Le persone si stanno abituando a nutrirsi diversamente. Non ci sono più orari fissi per stare a tavola Si mangia in continuazione. Non si sa cosa. La qualità non è trasparente perché poche persone cucinano per tante altre, cercando di raggiungere con la minor spesa il maggior profitto, e per fare questo il risultato non può che essere di livello medio-basso. Al contrario, la quantità di cibo consumato aumenta sempre più.
Questa proporzionalità inversa tra qualità e quantità sta favorendo la diffusione sempre maggiore dei fastfood. Cibo di sapore mediamente buono a prezzo basso e con servizio rapido. E benché questa possa apparire come una richiesta accettabile da parte di una popolazione frenetica, diventa preoccupante quando inizia a creare dei seri problemi fisici sulle persone.
Le abitudini mutano in continuazione e, anche osservando le attuali tendenze alimentari, si possono iniziare ad anticipare le conseguenze dei cambiamenti che stanno già avvenendo.
Ecco la nuova società: rapidità e quantità a basso prezzo, ma purtroppo anche di bassa qualità.