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pubblicato il 18 Marzo 2010 su www.laculturadelcibo.it |
Gofri: un antico alimento che stiamo riscoprendo
di Stella Isoppo
Spesso le tradizioni enogastronomiche locali sono dimenticate, onde poi essere rivalutate da esperienze imprenditoriali molto innovative.

È il caso dei gofri, questi sono delle cialde croccanti, ottenute mettendo a cuocere, tra due piastre di ghisa sagomate a quadretti, una pastella di: latte, acqua, uova e lievito.
Si procede poi a farcire tali cialde con ripienii dolci e salati. I gofri traggono origine dall’uso, a partire dal XV secolo, anche in campo laico, dei ferri di cui si serviva la Chiesa per preparare le ostie. Inizialmente si trattava solo di produrre ostie non consacrate da servire ai pellegrini, per sfamarli durante i digiuni prima dell’Eucarestia, il loro consumo era, infatti, previsto dalla Chiesa.
Poi furono preparati ferri, o piastre, molto particolari, con i rilievi degli stemmi nobiliari per preparare gofri personalizzati per personaggi di spicco. Anzi questi ferri diventarono oggetto di corredi di nozze, affinché ognuno potesse produrre i suoi gofri, con con il suo stemma.
Nel Settecento questa tradizione venne a scomparire, restò però tra i pasticcieri, soprattutto in Francia e in Svizzera, la tradizione di cuocere tra due piastre un composto a base di farina e acqua nelle ricette più semplici, con l'aggiunta di uova, zucchero, aromi naturali, panna, birra nelle ricette più elaborate.
Dalla Francia questa preparazione raggiunse la Val Chisone, in Piemonte, dove i gofri, nella versione più semplice, a rotazione sostituivano il pane. Questo perché non c’era sempre la possibilità di recarsi nei forni comuni, per cuocere il pane, allora in casa si producevano queste cialde.
Questa produzione scomparve nel secolo scorso, onde poi essere recuperata oggi grazie anche all’attività di due imprenditrici, che dal 2004 col progetto “mangio gofri” propongono queste cialde in sagre paesane ed altri eventi della provincia di Torino, inoltre i loro gofri sono in vendita presso i punti vendita di Eataly a Torino e Pinerolo.
Così una tradizione antica è tornata alla luce ed è diventata fonte di reddito.
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