Se pensiamo alla qualità del prodotto non possiamo non pensare contemporaneamente alle abitudini del consumatore, ovvero di chi regola il mercato (domanda) e determina, quindi, più o meno direttamente anche l’offerta. Partendo da questo presupposto la classe 4° TSR sez. C dell’Istituto alberghiero Giolitti di Mondovì, in collaborazione con i docenti di “ristorazione” e “scienze dell’alimentazione” ha deciso di affrontare il tema partendo dalla situazione reale, ovvero dalle abitudini alimentari dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni. Il progetto, concluso in gennaio, ha previsto la realizzazione di un semplice questionario da somministrare ai ragazzi della scuola (circa 300 questionari elaborati) e la creazione di un report conclusivo, ovvero una piccola analisi delle risposte date.
Il questionario è stato suddiviso idealmente in tre sezioni, collegate a tra temi base: il consumo dei pasti principali, la percezione della qualità e le abitudini comportamentali.
Particolarmente interessante è il dato sul consumo abituale della prima colazione, dove emerge un costante incremento di chi non la consuma costantemente o non la consuma affatto, il tutto relazionato ai valori espressi dal secondo quesito che sottolineano come una parte della popolazione non consumi in modo adeguato la prima colazione (solo una bevanda o un dolce confezionato), in particolar modo nella fascia d’età tra i 13 e i 16 anni. Il luogo dove la si consuma rimane principalmente casa.
I pasti principali vengono poi consumati per almeno 1-3 volte fuori casa (67%), mentre solo 30 ragazzi su 187 (16%) consumano i pasti principali sempre in casa. Il locale preferito è la pizzeria, principalmente per motivi di comodità e abitudine. Solo 13 ragazzi su 180 (ovvero il 7%) scelgono il locale in relazione alla qualità del prodotto offerto. Tra chi consuma un pasto principale fuori casa, la cena è preferita notevolmente rispetto al pranzo (116 su 169).
Quando non viene completamente saltata, la prima colazione è comunque ridotta ad una bevanda o ad un dolce confezionato, il tutto strettamente conforme alla necessità della società che predilige il tempo dato ad altre attività più proficue o redditizie, o lasciato semplicemente a qualche istante in più di sonno che non si è proprio potuto trovare la sera prima. Altro pericolosissimo discorso (che ho deciso di non approfondire per non dilungarmi troppo) riguarda chi decide di saltare la colazione per dimagrire…
Altri dati ed altre analisi vedono tra i locali preferiti dai giovani la pizzeria, per ragioni di comodità e soprattutto abitudine. Pochi ragazzi scelgono il locale in base alla qualità del prodotto offerto (ricordando che qualità non significa per forza di cose prezzo alto). Dati preoccupanti… senza far polemica, solo per riflettere… Come abbiamo fatto in 4° C…
(continua…)