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pubblicato il 27 Marzo 2010 su www.laculturadelcibo.it |
Una colazione Impressionista
di Stella Isoppo
La colazione dei canottieri di Renoir
Pierre-Auguste Renoir (1841 Limoges-1919 Cagnes-sur-Mer) è stato da sempre considerato uno dei maestri dell’Impressionismo, anche se nella seconda metà della sua vita la sua tecnica cambiò, rifacendosi ai classici. Causa del cambiamento sembra essere stato un viaggio in Italia, nel 1881. Uno dei suoi ultimi capolavori di matrice Impressionista è la “Colazione dei canottieri” (1881, olio su tela, 129,5x 172,7 cm, Philips Collection, Washington, USA). Il dipinto raffigura alcuni personaggi che discorrono tra loro, dopo aver consumato la colazione, si notino i residui del pasto sulla tavola, una splendida natura morta dove Renoir con bianche e dense pennellate conferisce al vetro, di bicchieri e bottiglie, una vibrante lucentezza. La scena si svolge al ristorante dei Fournaise, vicino a Parigi, luogo di ritrovo per i canottieri che andavano a vogare lungo la Senna. Renoir in questo luogo dipinge un gruppo di suoi amici che gli fanno da modelli. Il pittore lavora direttamente sul posto e non in atelier: la pittura all’aperto (en plein air) era tipica del mondo Impressionista. Tra i personaggi c’è Aline Charigot, la donna col cagnolino in braccio, la quale diventerà la moglie del Renoir. Ognuna di queste persone è dipinta in atteggiamenti caratteristici del proprio lavoro e ruolo sociale. Ad esempio la donna all’estrema destra del quadro è un’attrice, pertanto è raffigurata mentre in modo elegante si mette a posto il cappello. Il canottiere ha una canotta bianca e siede a cavalcioni sulla sedia, il tutto in modo informale. La scena è dunque molto articolata e complessa, ma ogni parte è legata. I personaggi sono legati da tocchi rosso vermiglio che compaiono nelle loro vesti. Invece lo sfondo, ovvero il fiume, e il primo piano sono uniti dal lembo del tendone che sembra toccare la vela in lontananza. Nel complesso questo quadro è un sunto di tutte le caratteristiche degli Impressionisti: la centralità della luce e del colore, l’assenza di disegno. La luce, che filtra dal tendone, inonda la scena di riflessi rosati in contrasto con il verde della vegetazione e sottolinea i volti dei giovani, tutti basati su zone di colore: non vi è traccia di disegno. La giusta apposizione dei color secondo Renoir, poteva, difatti dare origine comunque alle forme.
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