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pubblicato il 18 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it |
La soluzione di un enigma su Van Gogh
di Stella Isoppo
Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera.
Il quadro “Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera” (1889, olio su tela, 50x 64 cm, Museo Kröller-Müller, Otterlo) di Vincent Van Gogh (1853-1890) forse contiene la soluzione ad un enigma relativo al maestro olandese. Questo quadro fu dipinto nell’anno nel quale Van Gogh si tagliò, con un gesto di autolesionismo, l’orecchio. Fino ad oggi si credeva che tale gesto fosse segno di un pentimento del pittore, per avere minacciato con un coltello, durante una lite, l’amico e pittore Gauguin. I due artisti, difatti, all’epoca vivevano insieme ad Arles nel Sud della Francia. Era stato lo stesso Van Gogh a invitare Gauguin a condividere casa e atelier con lui, in quella “casa gialla” che nella mente del pittore doveva diventare una comunità di artisti. Purtroppo la convivenza fra Gauguin e Van Gogh non era facile e culminò a fine 1888 nel litigio citato, con il ferimento di quest ultimo e il gesto autolesionista di Vincent. Così almeno si era sempre pensato, invece Van Gogh ebbe sì un violento litigio con il collega ma l’auto-ferimento era dovuto ad una profonda depressione, conseguente alla notizia che il fratello Theo si fidanzava. Notizia giunta con una lettera che nella predetta natura morta è dipinta con altri oggetti. C’è un sacchetto di tabacco e una pipa, simboli di Van Gogh. Poi ci sono una candela e un libro di medicina di Raspail, lasciati da Gauguin che è scappato da quella casa. Infine ci sono delle cipolle, dell’acqua e una brocca di vino vuota. Questi sono simboli di un desiderio di Van Gogh di tornare ad una vita semplice e tranquilla, senza più gesti di violenza. Presupposto che viene meno alla notizia di questo fidanzamento. Van Gogh dipendeva finanziariamente da Theo, inoltre era legato da un profondo affetto al fratello. Temeva quindi che con il fidanzamento di questo il loro legame si sarebbe rotto, ecco quindi la crisi depressiva del pittore, il quale sarà poi ricoverato, per questa, in una clinica psichiatrica di Arles. Nonostante il periodo in casa di cura, Van Gogh non si risolleverà dai suoi problemi mentali, tanto che nel 1890 si suiciderà. Il legame tra i due fratelli era però di affetto reciproco, perché Theo per il dolore cadrà anche lui in depressione e morirà nell’anno successivo.
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