Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

Ingrandisci il testoRiduci il testoStampa la pagina Invia questa notizia a un amico
Articolo pubblicato il 18 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it

La soluzione di un enigma su Van Gogh
di Stella Isoppo

Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera.


Il quadro “Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera” (1889, olio su tela, 50x 64 cm, Museo Kröller-Müller, Otterlo) di Vincent Van Gogh (1853-1890) forse contiene la soluzione ad un enigma relativo al maestro olandese. Questo quadro fu dipinto nell’anno nel quale Van Gogh si tagliò, con un gesto di autolesionismo, l’orecchio. Fino ad oggi si credeva che tale gesto fosse segno di un  pentimento del pittore, per avere minacciato con un coltello, durante una lite, l’amico e pittore Gauguin. I due artisti, difatti, all’epoca vivevano insieme ad Arles nel Sud della Francia. Era stato lo stesso Van Gogh a invitare Gauguin a condividere casa e atelier con lui, in quella “casa gialla” che nella mente del pittore doveva diventare una comunità di artisti.
Purtroppo la convivenza fra Gauguin e Van Gogh non era facile e culminò a fine 1888 nel litigio citato, con il ferimento di quest ultimo e il gesto autolesionista di Vincent. Così almeno si era sempre pensato, invece Van Gogh  ebbe sì un violento litigio con il collega ma l’auto-ferimento era dovuto ad una profonda depressione, conseguente alla notizia che il fratello Theo si fidanzava. Notizia giunta con una lettera che nella predetta natura morta è dipinta con altri oggetti. C’è un sacchetto di tabacco e una pipa, simboli di Van Gogh. Poi ci sono una candela e un libro di medicina di Raspail, lasciati da Gauguin che è scappato da quella casa. Infine ci sono delle cipolle, dell’acqua e una brocca di vino vuota. Questi sono simboli di un desiderio di Van Gogh di tornare ad una vita semplice e tranquilla, senza più gesti di violenza. Presupposto che viene meno alla notizia di questo fidanzamento. Van Gogh dipendeva finanziariamente da Theo, inoltre era legato da un profondo affetto al fratello. Temeva quindi che con il fidanzamento di questo il loro legame si sarebbe rotto, ecco quindi la crisi depressiva del pittore, il quale sarà poi ricoverato, per questa, in una clinica psichiatrica di Arles. Nonostante il periodo in casa di cura, Van Gogh non si risolleverà dai suoi problemi mentali, tanto che nel 1890 si suiciderà. Il legame tra i due fratelli era però di affetto reciproco, perché Theo per il dolore cadrà anche lui in depressione e morirà nell’anno successivo.


di Stella Isoppo
stella.isoppo@laculturadelcibo.it
18 Febbraio 2010

| Altro
ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO >>
Ogni settimana pubblichiamo recensioni di Appuntamenti Enogastronomici, Serate, Ristoranti, RICETTE e CONSIGLI PRATICI in cucina. Per essere informata/o iscriviti alla NEWSLETTER

La Cultura del Cibo
Riflessioni
Protagonisti
Arte e Storia
Mondo BIO
Incontri e Serate
Corsi di formazione
Speciali

Ristoranti
Recensioni
Cene tematiche
La nostra Guida

In Cucina
Consigli pratici
Ricette Cucina Povera
Ricette Cucina Ricca




In Casa
Il Pranzo della Domenica
I Nostri Piccoli Amici

Guida agli Acquisti
Dossier per Capire
Aguzziamo la Vista
Prodotti di Eccellenza
Prodotti Biologici
Vini e Liquori
Ricerca Punti Vendita
Cataloghi

Approfondimenti Tematici
Salumi
Formaggi
Carni
Pesci
Orto - Frutta
Olio e Condimenti
Pane e Pasta
Dolci
Vino
Spezie e Gusti

Club Consumatori
Cos'è il Club Consumatori
Iniziative e Programmi
Crea il Club nella tua Città



Contatti
Contatta la redazione
Iscriviti alla Newsletter
Feed RSS
Inserzioni Pubblicitarie


WEB DESIGN E MANUTENZIONE by STUDIO VOLTEA