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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 18 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it

ORIGANO E CUMINO “MADE IN MONTE ROSA”
di Alessia Zacchei

Tra le erbe tipiche valsesiane uno degli ingredienti base della pizza e la spezia tipica della cucina indiana.



Parte dalle pianure di Romagnano, a un passo dalle risaie, e termina ad Alagna Valsesia, 1400 metri sul livello del mare, e la catena del Monte Rosa di fronte. Nel mezzo, un ambiente via via sempre più montagnoso, dalle pareti strette e verdeggianti di larici e abeti rossi. La Valsesia, valle alpina dai pendii ripidi e scoscesi, è nota per essere la più verde d’Italia. Esagerato o meno, in effetti possiede un  discreto patrimonio faunistico (stambecchi, camosci, marmotte, volpi) e conta la presenza di molte specie botaniche tipiche dell’ambiente montagnoso, come primule, genziane, rododendri, violette, mirtilli e crochi.

A questa flora endemica dell’ambiente alpino si aggiungono altre tipologie di piante più particolari e decisamente inaspettate, come spezie e sapori che colleghiamo a cucine molto distanti da quella di montagna.

Come ci spiega Mario Soster, 72 anni, botanico appassionato e punto di riferimento del Cai in Valsesia (ha anche pubblicato diversi libri, tra i quali La Flora Valsesiana, Blu Edizioni di Torino): «In alcune zone è possibile trovare l’origano comune, origanum vulgare, e il timo selvatico, che noi qui chiamiamo saleggia e usiamo molto per insaporire gli arrosti».


                                                       (Origanum vulgare)

Tra le altre spezie nostrane, la santoreggia alpina (acinus alpinus), il teucrio montano e un nome che richiama atmosfere esotiche: il cumino (carum carvi), diffuso nella zona di Civiasco e in Val Vogna e molto utilizzato nella cucina indiana, tex-mex e thai.

                                                  
                                                       (Semi di cumino)

La crescita è spontanea, anche se, spiega Soster, «All’interno del Parco Botanico del Parco Naturale dell’Alta Valsesia, nella zona dell’alpe Fumbitz, abbiamo iniziato una coltivazione mirata, proprio per poterle trapiantare e aumentare così la presenza nella zona».

Un patrimonio che meriterebbe di essere valorizzato anche su scala più ampia, compatibilmente con le quantità disponibili. E’ quanto ha pensato Maria Luce Franchi, terza generazione del salumificio omonimo con sede a Borgosesia, fondato nel 1924 da Francesco Franchi.  “Crediamo molto nell’appartenenza al territorio – spiega - proprio per questo sono anni che lavoriamo con prodotti tipici valsesiani, mocetta e lardo, o comunque regionali come il salame Piemonte DOP, al fine di poter dar loro un valore aggiunto dato non solo dall’aria “nostrana” di produzione ma anche dal loro insaporimento con erbe tipiche delle nostre valli.


di Alessia Zacchei
alessia.zacchei@laculturadelcibo.it
18 Febbraio 2010

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