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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 28 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it

Fagioli bolliti per l'incubo della guerra
di Stella Isoppo

Morbida costruzione con fagioli bolliti - presagio di Guerra civile di Salvador Dalì


Salvador  Dalí, marchese di Pùbol (11 maggio 1904 –  23 gennaio 1989, Figueres, Spagna), pittore catalano dai più inserito nel gruppo dei Surrealisti anche se da questo fu ufficialmente scacciato, presenta molte opere con presenza di alimenti. Spesso questi sono allusioni sessuali. Nella tela: Morbida costruzione con fagioli bolliti - presagio di Guerra civile (1936, olio su tela, 99 x 100 cm, Museum of Art, Philadelphia, USA) però si fa eccezione. In questo caso alcuni alimenti per la precisione dei fagioli bolliti sono assemblati in una figura che è un triste presagio. Si tratta di una figura assurda, anzi terrificante,  dal volto sghignazzante con due mani, una a terra, l'altra tesa in alto a stringere disperatamente un seno. Nel complesso le braccia formano un angolo, e sono collegate a una sorta di bacino poggiante su un piede; l'altro piede poggia sopra, e la gamba si allunga e si piega su uno scorcio prospettico dal quale emerge il viso ghignante. Il tutto è architettato come se il personaggio si autostrangolasse. Il mostro sembrerebbe poi avere un corpo a forma di Spagna. Il titolo indica come la tela sia presagio del tragico evento che di lì a poco colpirà la Spagna: la guerra civile, una guerra intestina dunque nel quale il popolo spagnolo si "autostrangolerà". Dalì usa per rappresentare questa minaccia incombente il suo metodo di pittura, definito critico paranoico. Come Dalì stesso spiega, questa tecnica prevede di lasciar libero il proprio inconscio, la paranoia, onde poi razionalizzare, dipingendoli, le immagini deliranti che questo ci propone. Tale fase è il momento critico. Dalì riesce nell'intento padroneggiando ottimamente la tecnica pittorica, questo perché il maestro catalano aveva comunque frequentato l'Accademia seppure da questa fosse stato espulso, visto che non voleva essere giudicato da maestri che riteneva inferiori a lui. Un personaggio quindi eccentrico Dalì, forse molto costruito, che però anche se con immagini deliranti ben riesce a trasmettere dei messaggi, in questo caso fa comprendere bene la violenza che una guerra, soprattutto civile, può portare.


 

 

 

 



di Stella Isoppo
stella.isoppo@laculturadelcibo.it
28 Febbraio 2010

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