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Articolo pubblicato il 03 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it

AFLATOSSINE NELLA FRUTTA SECCA: L'UE POTREBBE ALLINEARSI AL CODEX E AUMENTARNE IL LIMITE
di Simone Alessandria

L'Unione Europea potrebbe innalzare il limite delle aflatossine da 4 μg/kg a 10 μg/kg per la frutta secca.


Le aflatossine sono micotossine prodotte da Aspergillus flavus e A. parasiticus, funghi che si trovano in aree caratterizzate da un clima caldo e umido. Le aflatossine hanno proprietà genotossiche e cancerogene e l'esposizione attraverso gli alimenti deve essere il più possibile limitata. Queste micotossine possono contaminare arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi, spezie, oli vegetali e semi di cacao.

L'aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti. L'aflatossina M1 è invece uno dei suoi principali metaboliti nell'uomo e negli animali e può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1.

I livelli massimi di aflatossine sono stabiliti dal Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione e i prodotti che superano i livelli massimi consentiti non possono essere immessi sul mercato europeo. La direttiva 2002/32/CE stabilisce, inoltre, i livelli massimi di aflatossine B1 nelle materie prime per mangimi.


Nel 2008, il Codex Alimentarius ha stabilito un livello massimo di 10 µg/kg di aflatossine totali nelle mandorle, nelle nocciole e nei pistacchi pronti al consumo, superando il livello attualmente in vigore in Europa di 4 µg/kg di aflatossine totali. La Commissione Europea e gli Stati membri stanno attualmente discutendo in merito all'allineamento della legislazione dell'UE relativa a queste noci con la decisione del Codex Alimentarius.

In un parere adottato nel gennaio 2007, l’EFSA ha concluso che l'aumento dei livelli massimi di aflatossine totali attualmente in vigore nell'UE per questi tre tipi di noci da 4 µg/kg di aflatossine totali a 8 o 10 µg/kg di aflatossine totali avrebbe effetti non rilevanti sull'esposizione alimentare stimata sui rischi di cancro. Il gruppo di esperti scientifici ha inoltre concluso che l'esposizione alle aflatossine presenti in tutte le fonti alimentari deve essere mantenuta al livello più basso ragionevolmente ottenibile. I dati hanno, inoltre, indicato che la riduzione dell'esposizione dietetica totale alle aflatossine potrebbe essere ottenuta riducendo il numero di alimenti altamente contaminati immessi sul mercato

Nel giugno 2009, il gruppo di esperti scientifici ha concluso che l'aumento dei livelli di aflatossine totali da 4 µg/kg a 8 o 10 µg/kg per tutte le noci a guscio non avrebbe conseguenze negative sulla salute pubblica. Il gruppo di esperti scientifici ha tuttavia ribadito le sue precedenti conclusioni riguardo all'importanza di ridurre il numero di alimenti altamente contaminati immessi sul mercato.

www.efsa.europa.eu/it




di Simone Alessandria
simone.alessandria@laculturadelcibo.it
03 Febbraio 2010

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