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pubblicato il 15 Gennaio 2010 su www.laculturadelcibo.it |
Alsazia, terra di confine.
di Matteo Marchisio
Splendida regione, da secoli oggetto di contesa da parte di Francia e Germania, produttrice di vini eccezionali!
Ecco l’Alsazia… regione molto caratteristica posta nel cuore dell’Europa, con una grande varietà di ambienti e dalla storia tormentata, si tratta anche di una delle più interessanti realtà enologiche del Mondo . Regione di frontiera tra Francia e Germania, è stata contesa per secoli tra queste due grandi nazioni che combatterono guerre sanguinose per il suo controllo. I risultati di questo continuo avvicendamento di popoli diversi si vedono ancora oggi: malgrado dopo l’ultimo conflitto mondiale l’Alsazia sia stata annessa definitivamente alla Francia, le località hanno conservato quasi tutte nomi tedeschi (Kaiserberg, Richwir, Königsburg…) e gli elementi architettonici dominanti sono le caratteristiche case “a graticcio”, tipicamente mitteleuropee, con travi a vista sulle facciate e l’immancabile nido di cicogne sul camino! Anche gli abitanti, soprattutto nei centri più piccoli, si sentono molto tedeschi e vanno fieri del loro dialetto di origine germanica (guai a definire un alsaziano “francese”!!). Fortunatamente oggi, dimenticando i vecchi rancori, proprio a Strasburgo, capoluogo della regione, è stata istituita la sede del Parlamento dell’Unione Europea.

Il territorio è diviso in tre fasce dalla diversa giacitura: in prossimità del fiume Reno e del confine tedesco vi è una fertile zona pianeggiante, a mezzacosta si trova una sottile lingua di terra formata da colline con altitudini variabili tra i 150 e i 350 m dove è sviluppata intensivamente la viticoltura, e una fascia montana corrispondente alla boscosa catena dei Vosgi. La zona viticola alsaziana si sviluppa da nord a sud per oltre 170 km, percorsa quasi interamente dalla “route des vins” (strada dei vini) immersa nei vigneti, percorso obbligato per l’enoturista che potrà trovare le indicazioni per raggiungerei numerosi vignerons del posto.
Dal punto di vista pedologico non esiste alcuna omogeneità: vi è una varietà di suoli impressionante, dai suoli vulcanici della zona più meridionale ai terreni argilloso-silicei. Questo condiziona molto i vini ottenuti, che possono risultare molto diversi tra loro anche nell’ambito dello stesso vitigno e di situazioni climatiche simili. Il clima è continentale, con inverni freddi e nevosi ed estati calde e asciutte, la città di Colmar (che si trova al centro della zona viticola) è la meno piovosa di tutta la Francia grazie alla protezione offerta dalla catena dei Vosgi ai venti umidi occidentali.
.jpg) Il “vigneto” alsaziano si estende su un’area di oltre 15.000 ha, la quasi totalità costituiti da vitigni a bacca bianca, che in questa regione ottengono risultati eccellenti. I principali sono Gewurztraminer, Riesling renano, Sylvaner e Pinot Gris. Sono presenti anche il Moscato bianco (detto in zona Muscat d’Alsace o Muscat a petits grains ) e il Moscato Ottonel, da cui si ottengono vini bianchi secchi aromatici. L’unico vitigno a bacca nera presente su superfici consistenti è il Pinot Noir. Dal punto di vista ampelografico i vitigni sono comparabili a quelli della vicina regione tedesca della Renania, eppure i vini ottenuti si presentano molto diversi perché vinificati con tecniche più assimilabili all’enologia francese. Mentre i vini tedeschi tradizionalmente sono dotati di residui zuccherini consistenti, in modo da mascherarne l’acidità, questa caratteristica non è tipica dei vini alsaziani, normalmente dotati di una struttura superiore e di profumi più intensi. Dal Gewurztraminer si ottiene un vino aromatico, di colore giallo paglierino con riflessi dorati ed un bouquet molto complesso con note fruttate, prevalgono la frutta esotica e in particolare la papaia e il mango, e speziate (infatti Gewurtz significa letteralmente “speziato”). Si presenta piuttosto strutturato per essere un bianco e presenta un’acidità discreta che lo rende molto piacevole. Il vero simbolo dell’Alsazia enologica è però il Riesling renano; indissolubilmente legato alla valle del Reno (tanto che il suo nome sembra derivare dal tedesco riesen, “scorrere”). Presenta colore giallo tenue, con riflessi verdognoli brillanti; il profumo è molto intenso con note fresche floreali e fruttate, in particolare si percepiscono note agrumate e di pera; in alcuni terroir il Riesling presenta profumi minerali particolarissimi che ricordano la pietra focaia e, in casi estremi, il petrolio. A differenza del Gewurztraminer è più fresco ma presenta anch’esso una notevole corposità che lo rende adatto anche a lunghi periodi di affinamento in bottiglia.
Una menzione particolare meritano i vini dolci: degne di nota sono le denominazioni “Vendange tardive” e la “Sélection des Grains Nobles” o selezione di acini “nobili” intendendo gli acini colpiti dalla muffa nobile (Botrytis cinerea). La muffa nobile fa appassire gli acini garantendo una concentrazione zuccherina e aromatica maggiore, similmente ai famosissimi vini di Sauternes della regione di Bordeaux. Risultati ottimi si osservano nei vini ottenuti dal Gewurztraminer, che presentano eccezionali profumi.
A parte queste due denominazioni particolari i vini alsaziani sono così classificati:
• “Vin d’Alsace”: in cui non è necessario indicare il vitigno, • “AOC Alsace”(appellation d’origin contrôlée) dove, malgrado non sia obbligatorio, generalmente è indicato il nome del vitigno oppure, nel caso di vini ottenuti da tagli di vitigni diversi, si indica il nome “Edelzwicker” che significa letteralmente (“miscela nobile”), oppure, per assemblaggi di vini ottenuti da vitigni autoctoni alsaziani, Gentil;
infine, al vertice della “piramide”, troviamo gli
• AOC “grand cru”che rappresentano solo il 4% della produzione totale alsaziana; i vini di questa denominazione, particolarmente ambita, oltre a dover provenire esclusivamente da 51 terroir ben delimitati, devono rispondere a molte caratteristiche e devono passare un severo esame di degustazione.
In Alsazia viene prodotto anche il Crémant d’Alsace, un ottimo spumante ottenuto principalmente con Pinot blanc, ma anche con Pinot noir, Chardonnay e Riesling. Non possiede certo la reputazione dello Champagne, tuttavia è lo spumante più consumato in Francia e negli ultimi anni sta vivendo un successo spettacolare: negli anni ’80 se ne produceva appena 1 milione di bottiglie, attualmente si superano i 30 milioni, il 20% del vino alsaziano.
I grandi vini dell’Alsazia formano un connubio ideale con gli squisiti piatti della regione: il Crémant è un ottimo aperitivo e si adatta benissimo agli antipasti, il Riesling è perfetto per pietanze come la choucroute, ma si adatta benissimo anche ai piatti a base di pesce in quanto la mineralità ne esalta il gusto; il Pinot gris è adatto ai primi e alle carni bianche, il Pinot noir si adatta ai secondi. Per i dolci e a fine pasto sono l’ideale i vini ottenuti con uve botritizzate.
I vini alsaziani sono uno dei fiori all’occhiello dell’enologia francese e vengono tutelati rigorosamente dall’Institut National des Appellations d’Origine (Istituto nazionale denominazioni di origine); dagli anni 70 è vietato imbottigliare i vini alsaziani al di fuori della zona di produzione e si è scelto l’uso esclusivo della bottiglia “renana”, chiamata in zona flûte d’Alsace (naturalmente ad eccezione del Crémant, poiché tale bottiglia è inadatta per uno spumante.).
Sicuramente l’Alsazia è una regione bellissima e dai prodotti unici, ma soprattutto bisogna guardare con ammirazione il grande rispetto che i suoi abitanti hanno per la loro terra e il loro impegno per valorizzarla: un esempio da imitare e che andrebbe seguito anche nei nostri territori.
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