Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 15 Gennaio 2010 su www.laculturadelcibo.it

E adesso vogliono taroccarci anche il riso!
di Luciano Bergesio

Quanto sta succedendo in Parlamento è inverosimile: stanno organizzando il taroccamento del riso, cercando di far passare tutto sotto silenzio come una normale leggina sull’etichettatura. Mobilitiamoci!


Strano Paese il nostro.

Ci vantiamo di avere l’enogastronomia migliore della Terra, ci vantiamo che il made in Italy cibario si sta imponendo in tutto il mondo, poi non perdiamo occasione di autorizzare ufficialmente con leggi e leggine di favore (o non facendo i giusti e rigorosi controlli o permettendo che sia il controllato a retribuire il controllore,...) tutti i taroccamenti possibili a favore di questa o quella lobby.

E’ quanto sta avvenendo per il riso a favore dei grandi industriali e dei grandi commercianti, con un disegno di legge che ha come primo firmatario Roberto Rosso, noto deputato torinese del PDL.

Cosa dice in sostanza questo provvedimento già discusso alla Camera?

In nome dell'aggiornamento delle norme sull’etichettatura del riso, permetterà all’industria  e ai grandi confezionatori/commercianti di non indicare con esattezza la varietà, perché quello che farà fede non sarà la varietà della pianta da cui è nato il riso, ma la sua granulometria, cioè le sue dimensioni.

E' come se si dicesse che due uomini che pesano 70 kg e sono alti un metro e ottanta sono identici e quindi devono chiamarsi con lo stesso nome e cognome, fare la stessa vita, avere insomma lo stesso destino!

Un Karnak, meno pregiato, potrà essere chiamato come il più blasonato Carnaroli (più costoso da produrre). Un passo indietro per le garanzie ai consumatori e la difesa della qualità reale.

Non voglio fare approfondimenti che già potete leggere negli articoli di Piera Genta, voglio solo ricordare alle Autorità Italiane  e alle varie Organizzazioni e Associazioni di categoria che a nulla serve fare battaglie sulla rintracciabilità dei prodotti italiani (il parmigiano italiano, il suino italiano, la verdura italiana, il vino italiano, la pasta italiana,…) contro le taroccature estere  in difesa del nostro prodotto nazionale, se poi, di fronte ad una lobby qualsiasi che probabilmente vuole mescolare il riso italiano con quello dell’est e ingannare il consumatore, cediamo il passo e con una legge italiana permettiamo la taroccatura.

A meno che, rispetto a tutti i prodotti blasonati finora strenuamente difesi in ogni sede nazionale e internazionale,  il riso non sia il figlio della serva, ma questo è un altro discorso e il consumatore non se lo merita!


 



di Luciano Bergesio
luciano.bergesio@laculturadelcibo.it
15 Gennaio 2010

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