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pubblicato il 08 Gennaio 2010 su www.laculturadelcibo.it |
CIBO BUONO, PULITO E GIUSTO: ricominciamo da capo
di Luciano Bergesio
Pensieri per l’anno che verrà di un uomo normale, che non vuole essere né enogastronomade, né enogastronauta, né critico di buona penna, né ospite gratuito di ristoranti famosi e di dimore stellate… ma semplicemente fautore del rispetto della dignità del buon vivere in difesa della “sacralità del cibo”.
Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è che ogni pretesto è sempre buono per non difendere la “sacralità del cibo” e per non educare il consumatore ad essere più consapevole e attento nelle scelte alimentari che lo toccano da vicino.
E’ appena finito un anno annunciato di grande crisi, funestato da tutti i media con le previsioni economiche più buie e poi scopro dal TG RAI di questa sera che il 20% in più di italiani hanno trascorso le vacanze natalizie fuori casa.
Siamo stati tormentati dall’inizio dell’estate con lo spauracchio di una pandemia influenzale che avrebbe messo in ginocchio il mondo e poi scopro l’altro ieri dal TG RAI che esistono quantità assurde, per intenderci centinaia di milioni, di vaccini antiinfluenzali inutilizzati in tutti gli Stati europei, perché la pandemia miracolosamente non si è vista (preferisco pensare a un miracolo che non ad una bieca speculazione finanziaria sulla pelle dei cittadini del mondo).
Qualche mese fa si è gridato ad un grande scandalo di una industria agricola veneta biologica che aveva nei suoi magazzini tonnellate di atrazina, pur essendo regolarmente certificata “azienda biologica” da un Ente ufficiale e scopro che questo Ente, che evidentemente i controlli non li faceva, continua a essere autorizzato a certificare migliaia di altre aziende biologiche, come se nulla fosse stato.
Per non parlare del cibo, quello vero che mangiamo tutti i giorni in casa, alla mensa o in ristorante: taroccamenti su taroccamenti, contraffazioni a tutto spiano, e, grazie alla strombazzata crisi economica, un gigantesco passo avanti dei prodotti da primo prezzo, che altro non sono che la negazione della qualità reale.
Bravi i carabinieri dei NAS che riescono spesso, con grande impegno e altrettanta dedizione, a bloccare qualche mariuolo birbaccione ma che più non possono fare!
Ecco perché dico che dobbiamo ricominciare da capo, cercando di ridare fiato e forza alla dignità e ai diritti dell’uomo per l’uomo, smettendola con tanta superficialità.
Perché nessuno alza la voce perché maturi nella coscienza collettiva il concetto che sarebbe meglio spendere un po’ meno in telefonini, raccolte di rosari o acquasantiere preziose (è l’ultima pubblicità demenziale che ho visto questa sera in TV), viaggi vacanza che altro non sono che transumanze di gruppo e dedicare qualche risorsa in più alla spesa alimentare, cercando cibo buono, pulito e giusto invece che primi prezzi o illusioni pubblicizzate?
Ecco il programma del nostro giornale e il mio impegno personale per l’anno che verrà: incominciare dal basso, con umiltà ma con determinazione, a farsi portavoce di questa esigenza, perché la “sacralità del cibo” è il primo dei principi da rispettare, tanto più che al resto già ci pensa il mercato “globale” con la sua inarrestabile contaminazione delle coscienze.
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