
A noi splendidi cinquantenni piace festeggiare a tavola e la leva del ’59 di Castelnuovo Belbo lo ha fatto lo scorso 13 dicembre al ristorante I GIRASOLI di San Marzano Oliveto. Paese a forte vocazione agricola, San Marzano è noto per i vini, le mele e … gli ulivi oltre ad essere sede di agriturismi e godibilissimi ristoranti. Il nostro si trova all’ombra del castello, a mezzo tra la trattoria e il ristorante, un’ottantina di coperti su due sale. D’immediato si respira un’aria di famiglia e di cose buone. Il servizio è senza fronzoli, veloce e un po’ distratto, infatti al primo antipasto veniamo “saltati” in due e gli altri per garbo attendono, mentre la fame cresce. Il menu della Leva 1959 è sontuoso e scorrendolo in molti ripassano il conteggio calorico e fanno mente locale a trigliceridi e colesterolo, ma per oggi si farà un’eccezione che nel mio caso si aggiunge alle altre.
Si inizia con tenerissima carne all’albese gustosa ma un po’ troppo ricca di sedano e parmigiano, vitello tonnato adeguato, tepidi e gustosi peperoni con bagna.
Quasi mi commuovo all’arrivo delle “grive”, delicate e saporose “polpette” di fegato di maiale e salsiccia, imprigionate nella rete di maiale e ingentilite con bacche di ginepro.
Ai primi, plin cicciotti che il menu annuncia “alla Bolognese” (con il ragout, ma perché? non sarebbe stato meglio un semplice burro e salvia?) e tagliolini ai funghi troppo pannosi.
Cerco di dribblare qualche portata per potermi concedere interamente al fritto misto che non mangio da tempo. Quando arriva in tavola in piatti caldi comme il faut, mi tornano alla mente le parole di Gianluigi Bera, fine enogastronomo canellese, in quell’opera meritoria che è il “Codice della cucina autentica di Asti”, quando sottolinea che il fritto misto è il piatto della grande cucina festiva astigiana insieme agli agnolotti “ma come questi ultimi sono rivestiti di un’aura sacrale ritualmente famigliare, così esso è brillantemente mondano, estroverso, sontuoso ed opulento”.
E’ un trionfo di costine di agnello, bistecchine di vitello, pollo e agnello, cervella, filone e animelle di vitello, fegato di vitello, salsiccia, semolino dolce, carota, mela e amaretto, tutto leggermente dorato, profumato di burro e digeribilissimo.
Sono ancora sotto l’effetto di quella goduria alimentare quando compare una portata non in menù: un arrosto della vena, profumato e ricco, che emerge da un sugo robusto. E un’ultima promessa di piacere prima dei dolci a cui non sono solito dedicare attenzione. Alla fine un conto contenuto, 35 euro.
Ristorante “I girasoli” – via Roma, 4 – San Marzano Oliveto – Tel. 0141.856576 – Cell. 346.6234879. – Dehors estivo – Chiuso il lunedì.