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pubblicato il 29 Dicembre 2009 su www.laculturadelcibo.it |
LA TAVOLA DELLE FESTE: PERCHE' RINUNCIARVI?
di Chiara Ratto
Durante le feste, nonostante tutti i buoni propositi di non esagerare con il cibo per non perdere il nostro peso forma, difficilmente riusciamo a non lasciarci andare ai piaceri della buona tavola.
Ma perché rinunciare al piacere?
Ecco un piccolo «vademecum» per controllare il cibo concedendoselo.
1) «È con le migliori intenzioni che si producono gli effetti peggiori» (Oscar Wilde) Se prima o durante il periodo natalizio decidessimo di imporci una dieta troppo rigida, quasi sicuramente andremmo incontro ad un fallimento. La proibizione infatti, renderebbe i cibi ancora più desiderati, fino a portarci alla trasgressione più totale. Inoltre, l’idea del controllo e del sacrificio, in questo momento dell’anno, andrebbe ad interferire molto pesantemente con la sensazione fondamentale su cui si basa il nostro rapporto con il cibo: il piacere.
2) «Se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi diventa irrinunciabile» (Giorgio Nardone) Concedersi il piacere, specialmente a Natale, potrebbe condurre all’acquisizione di una tipologia di controllo più equilibrata. È infatti dimostrato che mentre chi si astiene porta sempre con sé il desiderio di ciò da cui si è astenuto, chi si concede il piacere di ciò che desidera «dopo un po’ non lo desidera più così tanto». Se quindi decidiamo di concederci tutto ciò che desideriamo realmente mangiare, dopo un po’ questo cesserà di attirarci e potremo così rinunciarvi senza alcuna fatica.
3) «Mangia solo e soltanto ciò che ti piace di più. Solo e soltanto nei tre pasti: colazione, pranzo e cena. Nulla fuori dai pasti». (Giorgio Nardone) Nel periodo natalizio, i pranzi e le cene sono già molto ricchi e solitamente quasi nessuno viene tentato dal mangiare anche fuori pasto, ma chi si accingerà a mettere in atto la tecnica della dieta paradossale, nella direzione della realizzazione del massimo piacere della tavola, scoprirà senz’altro di non essere più in balia dei suoi irrefrenabili desideri alimentari, cosa che gli permetterà di autoregolare naturalmente le quantità di cibo consumato, per non sciupare il godimento della qualità.
4) «Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi» (Cicerone) È facile lasciarsi andare al mangiare e bere in maniera esagerata quando si è in allegra compagnia, poiché il piacere della conversazione e della relazione con gli altri sconvolge completamente il mantenimento del controllo dietetico. Anche per questo, il periodo natalizio è sicuramente il meno adatto per scegliere di rinunciare al piacere della buona tavola. Il mio consiglio quindi è di non andare contro natura, ma di seguire liberamente il flusso dei propri desideri e di vivere gli appuntamenti con il cibo in maniera serena e rilassata, consumando i pasti senza fretta, insieme alle persone a noi più care.
Bibliografia di riferimento
Nardone G., Watzlawick P., 1990 - L'Arte del Cambiamento - Ponte alle Grazie, Firenze. Nardone G., 1998 - Psicosoluzioni - Rizzoli, Milano. Nardone G., Verbitz T., Milanese R., 1999 - Le prigioni del cibo - Vomiting Anoressia Bulimia: La terapia in tempi brevi - Ponte alle Grazie, Milano Nardone G., 2003 - Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo - SUPERBUR Rizzoli, Milano. Nardone G., Salvini A., 2004 - Il dialogo strategico - Ponte alle Grazie, Milano. Nardone G., 2007 - La dieta paradossale - Ponte alle Grazie, Milano.
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