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N. 01
11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 01 Febbraio 2010 su www.laculturadelcibo.it

Una preziosa saliera
di Stella Isoppo

La Saliera di Benvenuto Cellini


La saliera è un oggetto che comunemente adorna le nostre tavole. Un oggetto comune che la perizia di un maestro orafo ha trasformato in un’opera d’arte. Si tratta della Saliera di Francesco I (scultura in ebano, oro e smalto, alta 27 cm, 1540- 43, Kunsthistorisches Museum, Vienna), ideata da Benvenuto Cellini (1500-1571, Firenze).

All’epoca della saliera Cellini era attivo a Parigi, con una bottega di orificeria. Le sue creazioni già adornavano le tavole di personaggi importanti, soprattutto cardinali. All’epoca infatti andavano di moda gli oggetti da tavola preziosi. Il progetto della saliera inizialmente fu proposto al Cardinale Ippolito d’Este, il quale considerò troppo ambizioso per lui l’oggetto, e lo definì degno del re di Francia, ovvero Francesco I. Benvenuto propose quindi il progetto al re, il quale già desiderava una saliera, da affiancare ad un boccale e un bacile d'argento, realizzati da Cellini stesso. Francesco I fu estasiato dell’idea. Ecco dunque che la saliera prese forma.
Si tratta di una scultura dove due divinità: Nettuno, dio del mare e Gea, dea della Terra, siedono uno di fronte all’altra, con le gambe che si intersecano, come appunto si intrecciano mare e terra in certe aree. Le due figure sono in oro. Nettuno ha il tridente e siede su quattro cavalli marini. Gea porta dei fiori e siede su un elefente recante un drappo con gigli dorati, emblema questi del re di Francia. Altri animali poi, appartenenti al regno del mare e della terra, accompagnano i due dei. Accanto a Nettuno, infine, c’è un galeone, il quale doveva contenere il sale. Mentre accanto a Gea troviamo un tempio, con le figure di Ercole e dell’Abbondanza, il quale serviva a contenere il pepe.


Il basamento della saliera è ricca di ulteriori raffigurazioni. Vi si trovano, difatti, le figure rappresentanti quattro momenti del giorno: l’Aurora, il Giorno, il Crepuscolo e la Notte. Esse sono inframmezzate con le allegorie dei venti, si tratta di quattro putti con le guance rigonfie, uno per punto cardinale. Una composizione complessa, dunque, che risulta in realtà molto equilibrata se la si osserva dall’alto, come peraltro bisognava fare perchè la saliera è concepita per essere posta su una tavola. L’opera impegno cosi tanto il maestro che fu indetto un banchetto, per celebrarla, quando fu ultimata.
Dopo Francesco I la saliera fu donata agli Asburgo e in seguito entrerà nella collezione del Kunsthistorisches Museum, a Vienna. Qui sarà rubata nel 2003, sarà poi recuperata tre anni dopo e riconsegnata al museo, dove è di nuovo possibile ammirarla.



di Stella Isoppo
stella.isoppo@laculturadelcibo.it
01 Febbraio 2010

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