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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 30 Novembre 2009 su www.laculturadelcibo.it

OMEOPATIA E MEDICINA VETERINARIA
di Carlo Miola

Le medicine complementari sono entrate a far parte dell'uso comune anche in medicina veterinaria. L'omeopatia tratta l'animale in modo dolce, rapido e sicuro. E' una valida alternativa alla medicina allopatica anche per gli animali destinati alla produzione di alimenti ad uso umano.


QUALI SONO LE ORIGINI DELL’OMEOPATIA VETERINARIA?
Le origini a cui si rifà l’omeopatia veterinaria sono le stesse dell’omeopatia umana. Già nell’antichità Ippocrate, nel corso di un'epidemia di colera ad Atene, utilizzò rimedi omeopatici per i suoi pazienti.  L’omeopatia “moderna” nasce con il medico tedesco Samuel C. Hahnemann (1755-1843).

QUAL E’ IL PRINCIPIO SU CUI SI BASA L’OMEOPATIA?
Hahnemann studiò molte sostanze con azione farmacologica, fra cui molti veleni. Tramite le sue ricerche arrivò a dimostrare la “legge della Similitudine”, ovvero il concetto cardine dell’omeopatia. “Similia similibus curentur”: la sostanza che causa determinati sintomi in un soggetto sano curerà gli stessi sintomi in un malato.  Per capire meglio il concetto può essere utile un semplice esempio: quello dell’arnica. L’arnica, pianta della famiglia delle Composite, se assunta in quantità provoca in un soggetto sano stravasi emorragici;  se somministrata in formulazione omeopatica, sarà utile per favorire la risoluzione di un ematoma.

QUAL E’ L’OBIETTIVO DELL’OMEOPATIA?
L’omeopatia tenta di stimolare la reazione del paziente nei confronti della malattia. L’obiettivo è quindi quello di produrre una risposta globale, cioè sia fisica che psicologica. Il farmaco classico (allopatico) invece cura la malattia trattando i sintomi, quindi soffocando la risposta dell’organismo.

COME SI SVOLGE UNA VISITA OMEOPATICA?
Prima di iniziare con l’interrogatorio omeopatico è necessario, per prima cosa, eseguire una visita clinica del paziente e raccogliere dati della storia clinica dell’animale. Dopo aver studiato il caso si può procedere con l’interrogatorio omeopatico che consiste nel porre al proprietario delle domande specifiche sul comportamento abituale dell’animale, le sue caratteristiche ed abitudini di vita.  Per esempio verranno formulate delle domande come: “ il suo cane preferisce il tempo caldo o il freddo?” o “quando dorme il suo riposo è ristoratore o si sveglia più volte durante la notte? “ o “se si spaventa ha bisogno di essere rassicurato?” etc. Durante il colloquio è molto importante lasciare libertà di movimento al paziente in modo da osservare il suo comportamento nell’ambiente circostante, con il proprietario e con il medico. Tutti i dati forniti dal proprietario e quelli percepiti durante la visita verranno trascritti ed utilizzati per la repertorizzazione. La repertorizzazione consiste nell’associare tutti i dati rilevati ai diversi rimedi e può essere svolta manualmente o mediante sofisticati repertori informatizzati. Grazie ai repertori, l’omeopata associa i vari sintomi con determinati rimedi e sfruttando la propria esperienza e conoscenza, individua il rimedio più adatto al paziente.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA UN FARMACO ED UN MEDICINALE OMEOPATICO?
I rimedi omeopatici possono essere di origine animale, vegetale e minerale, così come alcuni farmaci della medicina allopatica. La differenza fondamentale tra i due è nella procedura di preparazione: il rimedio omeopatico viene creato tramite un processo di diluizione e succussione. Hannemann scriveva: “La diluizione sempre più spinta del prodotto omeopatico non ne diminuisce l’attività… al contrario ne elimina la  tossicità e  ne evidenzia nuove proprietà, soprattutto a livello psichico”. Dopo la raccolta delle sostanze di partenza (radici, foglie, porzioni di insetti, etc) si procede alla preparazione della tintura madre, soluzione concentrata ottenuta per macerazione della sostanza base in alcool. A partire dalla tintura madre si procede alla diluizione progressiva e alla succussione, senza le quali il rimedio non avrebbe attività terapeutica.                                                                                   

COME SI PRESENTANO I RIMEDI OMEOPATICI E COME SI SOMMINISTRANO ALL’ANIMALE?
La via di somministrazione per eccellenza dei medicinali omeopatici è la via sublinguale in quanto la mucosa della lingua ha una notevole capacità di assorbimento. I farmaci omeopatici devono essere assunti a digiuno, 5-10 minuti prima dei pasti o 2 ore dopo. Le preparazioni farmaceutiche prevedono formulazioni diverse:        

  • Granuli                                                                     
    Sono piccole sfere di zucchero su cui è presente il rimedio. Sono presentati in tubetti muniti di un tappino dosatore creato appositamente per non toccarli con le dita ma introdurli direttamente in bocca sotto la lingua. Sono la formulazione più utilizzata. In campo veterinario devono essere sciolti in poca acqua e successivamente introdotti direttamente in bocca al paziente utilizzando una siringa senz’ago o un contagocce.
  • Globuli
    Sono sferule circa 10 volte più piccole dei granuli, contenuti all’interno di tubi-monodose che vanno assunti in un’unica somministrazione. La somministrazione negli animali è la stessa indicata per i granuli.
  • Gocce
    Vengono preparate con diluizione in alcool al 30% e possono essere assunte in forma pura o diluite in acqua. Negli animali, soprattutto nel gatto e nei cuccioli, è consigliabile sostituire il veicolo alcolico con uno acquoso.
  • Fiale bevibili
    Il rimedio omeopatico è preparato in soluzione fisiologica sterile. Le fiale devono essere somministrate al paziente direttamente in bocca o miscelandole con poca acqua.                                                                  
  • Fiale iniettabili 
    La maggior parte delle fiale possono essere somministrate sottocute, intramuscolo, endovena o per via orale. 

QUALI MALATTIE SI POSSONO CURARE CON L’OMEOPATIA?
Con l’omeopatia possiamo curare dalle patologie più banali, come ad esempio raffreddori, gastriti, dolori articolari, alle problematiche più complesse, come ad esempio patologie dermatologiche croniche, stati epilettici, problemi comportamentali. Non bisogna però mai dimenticare che l’omeopatia deve assolutamente essere praticata da medici qualificati e specializzati in questa pratica e non si può sostituire a trattamenti già in corso con farmaci salvavita quali barbiturici, insulina,…

PERCHE’ SCEGLIERE L’OMEOPATIA PER GUARIRE IL PROPRIO ANIMALE MALATO?
L’omeopatia presenta numerosi vantaggi:

  • Tratta l’animale in modo dolce, rapido e sicuro.
  • L’uso dei rimedi dinamizzati assicura l’assenza di effetti tossici e/o di accumulo e perciò è molto utile in animali giovani, anziani o in gravidanza, etc.
  • Cura il paziente stimolandone le risposte specifiche per il ripristino dell’equilibrio.
  • Osserva il paziente nella sua totalità ed individualità e propone un trattamento personalizzato. 
  • Viene molto spesso utilizzata con successo negli allevamenti di animali destinati alla produzione di alimenti (allevamenti di bovini, suini, polli, etc.) per l’assenza di residui nelle carni, nel latte e nelle uova.

 

La dott.ssa Barbara Paira si laurea in Medicina Veterinaria all’Università degli Studi di Torino a novembre 2004. Dal 2006 al 2008 frequenta il corso triennale di formazione della Scuola Medica Omeopatica Hahnemanniana di Torino. Dal 2005 collabora con il Centro Veterinario AVAP di Pinerolo (To) e dal 2009 è direttore sanitario del proprio ambulatorio a Givoletto (To). Il suo interesse professionale si rivolge prevalentemente alla medicina interna, all’anestesiologia e alle medicine complementari.
Contatti:
paira.barbara@tiscali.it

 



di Carlo Miola
carlo.miola@laculturadelcibo.it
30 Novembre 2009

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