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N. 01
11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 27 Novembre 2009 su www.laculturadelcibo.it

CRONACHE DALLA CUCINA: ELOGIO DELLA RAPA CRUDA
di Alessia Zacchei

Un alimento povero e misconosciuto, la cui preparazione ha tre punti cardine: saper fare fette finissime, avere un aceto di buona qualità e saper aspettare almeno mezz'ora prima di mangiarle







Sarà per pigrizia, sarà perchè la preparazione dei "piatti "importanti" in casa è meglio vada centellinata (soprattutto nel mio mestiere), perlomeno per salvaguardare quello che resta della linea, sarà quel che sarà, ma devo dire che mi sto appassionando sempre più ai cibi semplici, sani e (ultimo ma non ultimo) facili da preparare.

Beninteso: la soddisfazione che dà il buon risultato nella preparazione di cibi complessi è ben altro, però credo che, per contro, la laboriosità di un piatto allontani il preparatore dal piacere di gustarselo. (faccio un'autocitazione: dopo il pomeriggio dedicato ad intermittenza alla preparazione del brasato, con salti repentini tra studio e cucina, e sguardi a flipper verso gli orologi in entrambe le stanze per non perdere il tempo di cottura... beh, la sera ero veramente esausta! le papille gustative hanno rischiato di chiudersi con il solo stress dell'assaggio. Ma è bastato un buon bicchiere di Chianti per riprendermi).

Insomma, tornando a bomba: ciò che propongo oggi è un piatto umilissimo, che non conoscevo nemmeno fino all'anno scorso (!): la rapa bianca cruda, fatta in insalata.





Uao, direte. E fate bene, perché è un contorno gustosissimo che può diventare anche un originale piatto unico aumentandone la quantità oppure aggiungendo altre verdure o sapori vari (personalmente non lo farei, ma se qualcuno ha già provato o vuole testare delle varianti me lo può scrivere via email, anche in forma anonima).

Verdura tipicamente autunnale, in questo periodo le rape bianche spopolano, sia nei banchi dei super che nelle cassette nelle vetrine dei negozi.



Per la preparazione è sufficiente spelarle dalla buccia esterna, e poi tagliarle passandole nell'affettatrice (meglio se manuale) tarata sullo spessore minimo per ottenere così dei foglietti quasi trasparenti. Dopo averli raccolti in una terrina, bisogna innaffiare con abbondante aceto di vino (quello che uso io è fatto in casa, ed è veramente buono!!), sale e pepe nero e condire poi con un buon olio extravergine di oliva (personalmente ne metto uno leggero, tipo gardesano) e lasciare riposare per almeno mezz'ora prima di portare il frigoverre in tavola. (Da servirsi, mi raccomando, con aria trionfale e un po' insuperbita dalla grande scoperta).

Buon appetito!



di Alessia Zacchei
alessia.zacchei@laculturadelcibo.it
27 Novembre 2009

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