La signora Elena, contattandomi via mail, mi ha posto il
seguente quesito: “Nella scuola che frequenta mio figlio è stato espressamente
chiesto di dare agli alunni uno yogurt come merenda di metà mattina, ma ho un
dubbio per quanto riguarda la conservazione di tali yogurt, che una volta
giunti in classe restano negli zaini in un ambiente accuratamente riscaldato
per circa tre ore...a livello nutrizionale e igienico cosa comporta il mancato
mantenimento a bassa temperatura di tale alimento?”
Ritenendo un’ottima iniziativa il proporre il consumo di
yogurt come alternativa alle solite “merendine” e considerando di interesse
generale il dubbio della signora Elena, cercherò pubblicamente di fare chiarezza in merito,
nel modo più scientifico possibile.
La conservazione fuori frigo dello yogurt per un periodo
di tempo limitato come quello indicato non crea un pericolo per la salute del
consumatore. Infatti, lo yogurt industriale è prodotto in origine da latte
accuratamente pastorizzato, aggiunto di batteri lattici e confezionato in
ambiente asettico. L'alta acidità dello yogurt e la presenza di un'alta carica
microbica costituita da batteri lattici vivi impedisce lo sviluppo di patogeni
o microrganismi alteranti per un periodo di tempo piuttosto lungo (è comunque
d’obbligo scartare la confezione nel caso in cui presentasse gonfiori, ma è
estremamente improbabile che ciò si verifichi, sempre che sia rispettata la
data di scadenza riportata).
Dal punto di vista nutrizionale, la sosta a temperatura
elevata potrebbe determinare delle modificazioni, ma anche per questo aspetto
vi è poca variazione: le principali attività salutari e probiotiche dello
yogurt sono, infatti, legate alla presenza di microrganismi lattici che, come
già detto, si mantengono comunque vitali. Considerando, inoltre che gli
altri costituenti sono apportati da ingredienti (quali frutta in pezzi o
sciroppi di frutta), comunque sottoposti a pastorizzazioni o sterilizzazioni ad
elevate temperature, confezionati in vasetti privi di ossigeno, i processi di
degradazione dei principi nutritivi “sopravvissuti” ai trattamenti termici sono
molto rallentati.
Anche nel caso in cui la preparazione dello yogurt fosse
di tipo domestico (caso della yogurtiera) una conservazione fuori frigo per un
paio di ore sarebbe tollerata.
NON BISOGNA PERO' ESTENDERE LE STESSE CONSIDERAZIONI AL
LATTE CRUDO!!!
...anche se spesso un consumatore poco informato avvicina i due
prodotti.
Il latte crudo, infatti, non è sottoposto a pastorizzazione, la
carica microbica di batteri lattici è molto limitata (alcune centinaia per
millilitro, contro i 50milioni/mL di uno yogurt) ed il pH è molto più spostato
verso la neutralità: questo significa che i patogeni (presenti nel latte non
pastorizzato) non trovano alcun ostacolo al proprio sviluppo e se non si
"tengono sotto controllo" garantendo la conservazione a 4°C, la
loro proliferazione è pressoché immediata.
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