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pubblicato il 26 Febbraio 2009 su www.laculturadelcibo.it |
La fame e l'abbondanza
di Stella Isoppo
Un libro sulla storia dell'alimentazione. Un percorso attraverso i secoli per capire e motivare le scelte di oggi. Una piacevole lettura di approfondimento.
Lo studio di ogni disciplina non può prescindere dallo studio della sua storia. Questo vale anche per l'alimentazione e la gastronomia. La storia ci permette di capire perchè esistono certe tradizioni alimentari o certi prodotti siano presenti sulle nostre tavole.
"La fame e l'abbondanza" (262 pp edito da Laterza) è un libro scritto da Massimo Montanari, Professore di Storia Medioevale all'Università di Bologna. In questo scritto Montanari ripercorre la storia dell'alimentazione dal III secolo d.C. ai giorni nostri. Traghettandoci dalla cucina romana, che aveva nell'olio, nel vino e nel pane i suo tre alimenti cardine (alimenti che saranno poi simbolo della religione Cristiana, sviluppatasi nell'area di influenza romana) contrapposta alla cucina Barbara, che invece era incentrata su carne e birra, alla cucina Medioevale, la quale unisce le due tradizioni culinarie. Cucina Medioevale fortemente influenzata dal calendario religioso oltre che dal susseguirsi delle carestie. La sezione dedicata all'alimentazione nel Medioevo è cospicua e scardina anche lo stereotipo che ritiene ci fosse uno stretto legame tra alimentazione e classi sociali, infatti, c'era molto interscambio di ingredienti tra cucina povera e nobile: cambiava solo il modo di presentazione dei piatti. Montanari poi ci presenta le alterne vicende dei prodotti Americani nel nostro continente. Prodotti che hanno avuto successo solo quando sono stati lavorati con metodi a noi più vicini, ma che ne hanno stravolto l'uso che ne facevano i popoli nei loro paesi di origine.
L'Autore giunge poi ai giorni nostri, presentando il nostro rapporto conflittuale con il cibo: la passione per la buona tavola da un lato e la ricerca della magrezza dall'altro. La ricerca di cibi sani e le malattie alimentari come anoressia e bulimia.
Montanari cerca anche di motivare questo nostro rapporto ancora poco equilibrato con il cibo. La risposta è nel titolo, il quale traduce bene il motivo che accompagna il libro, ed ha accompagnato la nostra storia: l'alternanza di periodi di carestia e benessere. Periodi questi ultimi in cui gli Europei cedevano agli eccessi alimentari per riscattarsi del periodo di ristrettezze. Anche oggi non siamo immuni dallo spettro della fame che ha aleggiato sul nostro continente, e quindi consumiamo in abbondanza, eccedendo a volte, anche se l'autosufficienza alimentare dovrebbe essere per noi Europei un dato di fatto. Questa dunque la tesi che conclude questo libro che ci permette anche di approfondire aspetti della storia trascurati, di solito, dai manuali tradizionali.
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