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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 19 Luglio 2009 su www.laculturadelcibo.it

L'OFFICINA DEL SOFFRITTO: bollite sempre il vino prima di aggiungerlo nella preparazione del risotto.
di Luciano Bergesio

Una regola pratica, sconosciuta a molti e raramente spiegata nei libri di cucina. Migliorerà decisamente il gusto di tutti i vostri piatti. SCOPRITE PERCHE'!



La frazione alcolica di cui è composto il vino (dal 10%  al 15% circa) quando cuoce ( anche se in parte si volatilizza) lascia sempre una punta di acido: quando in cucina venivano usati molti grassi di maiale o carni in genere molto grasse e quindi, di per sé, molto sapide questo fondo acido funzionava molto bene, perché contrastava e ammorbidiva la sapidità.

Da questa funzione e dal fatto che tutte le altre componenti aromatiche del vino ben si sposavano in queste cotture,  è nata l’abitudine di usarlo in cucina.

Oggi il vino è presente in tantissime ricette, sia come coadiuvante di cottura sia come aromatizzante, funzioni entrambe, per me, spesso irrinunciabili per la buona riuscita del piatto e fondamentale per ottenere un buon risotto.

Senza trascurare  il  fascino e l’appagamento edonistico, che esercita il gesto di irrorare o spruzzare una buona pietanza con del buon vino ed assaporarne psicologicamente l’effetto: peccato che poi resti quel fondo un tantino acido, che spesso si avverte anche nella cucina di molti ottimi ristoranti.

La soluzione per usare il vino in cucina ed evitare il fondo acido è molto semplice ed anche piacevole da praticare:

Versate un 10% - 15% in più della  quantità di vino prevista nella ricetta in un pentolino e portatelo a bollore (il 10%-15% che aggiungete è in realtà la parte alcoolica che facciamo volatilizzare).

Fatelo bollire per 3 – 5 minuti a seconda della quantità, in modo che l’alcol contenuto si volatilizzi tutto (sentite il caratteristico effluvio che si sprigiona mettendo il naso sul pentolino).

Il vino, così liberato dall’alcool, è pronto per donare la sua parte aromatica migliore ai cibi che state cuocendo e, se lo versate ancora caldo, evitate anche ogni choc termico superficiale alla cottura dei medesimi.

Provatelo anche nella preparazione del risotto: migliorerete decisamente la palatabilità e la piacevolezza del gusto!

Note:

Annusando l’ alcool che si volatilizza non dovete percepire sentore di prodotto chimico, che denoterebbe un vino mal lavorato e probabilmente anche adulterato: non è necessario utilizzare vino d’annata ma comunque scegliete sempre vino di buona qualità, imbottigliato da buone Cantine.

Abituatevi a far sempre bollire il vino: ne guadagnerà la qualità della vostra cucina !



di Luciano Bergesio
luciano.bergesio@laculturadelcibo.it
19 Luglio 2009

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