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N. 01
11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 08 Ottobre 2009 su www.laculturadelcibo.it

IL MISTERO BUFFO DELLA FORESTA NERA E...UN RISTORATORE FURBO
di Attilio Scotti

Viaggio all'interno dei taroccamenti della cattiva ristorazione, che inganna i clienti. Incredibile!


In tempi odierni non si deve meravigliare che alcuni prodotti tradizionali che appartengono ad una specifica area di produzione sono confezionati nei luoghi piu’ disparati al mondo, vedasi ad esempio la mozzarella Santa Lucia prodotta in Croazia (avete letto bene), il salmone scozzese sviscerato, affumicato e preparato in Valtellina o un salame italiano (il ciauscolo) che arriva dalla Turchia o il Gorgonzola made in UK.

Quindi non mi sono per nulla intimorito quando acquistando una confezione della famosa Torta della Foresta Nera (Schwarzwälder kirschtorte) che avevo sempre pensato arrivasse da quel land tedesco ma che scopro essere italianissima e prodotta dalla Forneria Gusparo di Coseano (Udine) e distribuita in tutte le filiali svizzere da un colosso della distribuzione organizzata che si chiama DENNER (con una rete di vendita capillare). Questa gustosa torta di origine tedesca è presentata in un elegante e coloratissimo imballaggio, al suo interno una resistente scatola di plastica trasparente apribile e richiudibile. La meraviglia sta nel prezzo. Con una azione speciale (promozione) la confezione viene posta in vendita a sfr. 3,95 pari a euro 2,60. Tagliata con attenzione con un coltello a lama seghettata si ottengono sette porzioni abbondanti (costo di ogni fetta euro 0,37).

Sulla confezione troneggia la scritta: Torta Foresta Nera e in piccolo: “pandispagna farcito con crema al  gusto di latte e decorato al cacao magro” Ingredienti dichiarati : sciroppo di glucosio-lattosio, zucchero, grassi vegetali, farina di grano tenero “0”, acqua, uova, alcool, latte scremato in polvere, destrosio, cacao magro in polvere (1%), emulsionanti mono e digliceridi degli acidi grassi, lecitine, scaglietta surrogato fondente(0.6%), aromi, agenti lievitanti: carbonato acido di sodio, difosfato disodico, sale, il prodotto potrebbe contenere tracce di nocciola (scadenza il 25.12.2009). Tralascio di scrivere la ricetta tradizionale della Torta Foresta Nera : è tutta un’altra cosa.

Mi chiedo come è possibile vendere al pubblico a tale prezzo tenendo presente non solo la doppia confezione, il trasporto, sdoganamenti, palette di cartone per esposizione ecc. ingredienti e processo di lavorazione? La società produttrice ed il distributore non guadagnano nulla? MISTERO.

Ma attenzione le sorprese non finiscono qui.

Ero in fila alla cassa del supermercato DENNER SERFONTANA ( Chiasso: a cavallo tra il confine italiano e svizzero) con  il mio carrello che oltre alla suddetta torta conteneva anche delle confezioni di verdura, pago con la carta di credito e mi avvio all’uscita, quando dietro di me, alla stessa cassa si presenta un signore che nel carrello ha ben venti confezioni della stessa torta “Foresta nera” . Incuriosito lo attendo e chiedo, ma quanti nipotini ha per comprare questa catasta di torte? Nessun nipotino mi dice, sono di Como, sono il titolare di un posto di ristoro (riesco ad intuire che sia un ristoratore  e mi vagheggia in testa quale esso sia).

Dopo qualche giorno, da buon segugio “enogastronamade”, ho fatto una capatina nel ristorante che prevedevo e nella lista -  alla voce dolci - c’è scritto: Il dessert del mese: Torta delle Foresta Nera, ingentilita da piccola mousse di castagne dei nostri boschi : euro dodici ! Fate voi i conti.

La Torta della Foresta Nera l’ho lasciata, aperta (nel mio ranch dove ho la fortuna di avere due cavalli, galline ed erbe aromatiche) e l’ho messa sopra un grande ramo di un pino, a disposizione di qualche gatto randagio o qualche volatile : penso sia stata di loro gradimento perché in un giorno è sparita.

Al ritorno a casa mi sono messo in cucina, e in un’ora e mezza di tempo ha realizzato una crostata alle mele della VALTELLINA, deliziosa.
Coldrerio, Canton Ticino, addì 8 ottobre 2009.



di Attilio Scotti
attilio.scotti@laculturadelcibo.it
08 Ottobre 2009

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