Vincent Van Gogh (1853, Zunder - 1890, Auvers-sur-Oise) ha più volte ripreso nelle sue tele scene di vita rurale. Molte di queste scene sono liberamente ispirate ai lavori di Jean Francois Millet, pittore francese che aveva dedicato tutta la sua produzione a ritrarre il mondo contadino, con notevole realismo.
L’apprendistato come pittore di Vincent, dopo che aveva abbandonato la carriera da pastore protestante, inizierà proprio copiando le opere di Millet. Più tardi ne riprenderà alcuni soggetti conferendogli il suo stile, anzi alcuni di questi saranno riproposti in più varianti. È il caso del Seminatore. Il riferimento è al Seminatore dipinto da Millet nel 1850. Tra le versioni fatte da Van Gogh abbiamo il Seminatore al Tramonto (1888, Olio su Tela, Kroller- Muller Museum, Otterlo, Olanda). La tela è dominata da solo due tinte: il giallo del sole e il viola del campo, oltre che della figura del contadino. Il contadino coincide nei suoi colori con la natura circondante, come se chi lavora la terra poi finisse per identificarsi con essa. Natura che, inoltre, domina la scena visto che al centro c’è il sole. Lo stesso tratto del pittore è fatto a raggi di colore, l’andamento poi dell’intero dipinto è circolare richiamando cosi la forma del sole. Quasi da questo si diramasse un’energia che coinvolge tutto.

Una scena di fatica contadina quindi, portata avanti sotto un sole ancora caldo, che Van Gogh ripropone col naturalismo del suo ispiratore non nascondendo la pesantezza di questa attività, fatta manualmente all'epoca.
Difatti, concentrandoci sull’atto della semina del grano, per esempio, in Italia, almeno fino al XX secolo era fatta a mano con varie tecniche, tra le quali quella a spaglio. La semina avveniva dal mese di ottobre a quello di dicembre. Nel giorno della settimana in cui era caduto il Natale l’anno prima ma mai di Venerdì. Nel giorno prescelto i contadini, tenendo un sacco di semi a tracolla, come l’agricoltore dell’opera, andavano in campo e spargevano i semi a destra o a sinistra, con un largo gesto del braccio. Gli operatori procedevano lentamente, seguendo un solco (largo 3- 4cm), fatto precedentemente e segnato con fili di paglia. I semi poi venivano coperti molto superficialmente. Questo in Italia fino al 1935, quando comparvero le prime seminatrici brevettate Gravini. Anche se nel Centro Italia, laddove era praticata la mezzadria i contadini, non potendosi permettere le macchine, continuavano a seminare a mano.