Nella maggior parte delle famiglie solitamente cucinare è considerata “compito” delle donne.
Ma allora come potrebbe vedere un’adolescente attraverso gli occhi delle sue esperienze il rapporto tra cucina e padri?
In cucina, ambiente così insolito per loro, gli uomini assumono due atteggiamenti molto diversi tra loro: chi cucina per amore e chi cucina per sopravvivenza.
I primi, meno numerosi, dividono insieme alle mogli e ai figli i momenti della preparazione dei pasti. Sanno quanto sia piacevole essere serviti dagli altri e, per far sperimentare alle loro famiglie questa sensazione unica, creano un qualcosa di speciale plasmato dalle loro mani, con passione e attenzione.
Il secondo comportamento che un numero molto più alto di uomini assume di fronte al compito di cucinare rimane un mistero per tutte le donne. Preparano solo pasta all’olio, uova fritte e scatolette scolate riscaldate nel microonde: giusto il necessario per sopravvivere. Padri che adorano mangiare bene e condividere i pasti a tavola insieme alla loro famiglia, che, tuttavia, si disinteressano totalmente dalla creazione di quei momenti.
Dei motivi di questo atteggiamento così poco partecipativo possono essere solo fatte delle supposizioni.
Forse credono che questa loro disattenzione verso la cucina non venga percepita. Invece, ogni famiglia nota questa mancanza volontaria e la interpreta come una forma di egoismo. Il nucleo familiare è tenuto in equilibrio da una speciale alchimia che permette una perfetta intesa tra tutti i membri e, poi, da una pari e sufficientemente stabile distinzione di ruoli.
Tutto questo, però, non esclude la presenza di forti punti di scambio, e, anche se gli uomini non la reputano tale, l’alimentazione potrebbe incarnare questa necessità. Allora perché anche i padri non potrebbero dare un loro tocco personale in cucina, oltre che lo sterile gesto di andare a fare la spesa, comunque raro?
A questa domanda la risposta più frequente è che loro partecipano all’utile collettivo con altri lavori pratici che nessuno si prende mai l’impegno di compiere. Grazie. Ma forse potrebbe essere una giustificazione insufficiente.
Non si chiede ai padri di imbandire ogni sera tavole piene di fiori con appetitose pietanze. Semplicemente di condividere qualche momento in più con gli altri. Potrebbero cucinare insieme a tutta la loro famiglia. Potrebbero, a volte, dare qualcosa di sé facendo trovare una cenetta speciale senza troppe pretese ma con tanto amore.
Ad alcune donne quest’aspetto dei loro mariti non interessa neanche scoprirlo. Ma altre, anche figlie, sarebbero molto curiose: loro, quando arrivano a casa, sbirciano in cucina sperando che i padri abbiano capito e le sorprendano mettendosi alla prova in qualcosa di importante per le loro donne, anche se meno per loro stessi.
Sperimentare almeno una volta l’ebbrezza di vedere gli occhi stupefatti dei familiari per una propria creazione è un’emozione soddisfacente.
Quest’articolo è dedicato a tutti gli uomini, e soprattutto ai padri.
Se volete, rifletteteci.