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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 29 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it

PROVOCAZIONE: perché non proviamo la Ristorazione senza Chef?
di Attilio Scotti

Una riflessione su un certo tipo di ristorazione. All'alba di un nuovo mondo senza retaggio del passato?


Dopo la sfuriata di Striscia la notizia che ha rotto gli incantesimi dei gran super chef, dopo che la crisi economica ha fatto rarefare presenze nella grande ristorazione stellata da oltre cento euro a cranio, con un ritorno a una cucina semplice e del territorio, mi chiedo se sono maturi i tempi per varare la cucina senza chef, ovvero la cucina della famiglia, la cucina che serve un buon risotto, una buona pasta, un secondo che s’ispira alle vecchie ricette del territorio.

Mi chiedo se esistono difficoltà insormontabili nel servire un buon piatto di ottimi salumi, preparare una polenta con spezzatino di carni,  spaghetti al sugo di pomodoro e grattata di parmigiano, verdure fresche o cotte, un  risotto con la salsiccia o un risotto allo zafferano o un minestrone alle verdure?

O anche una trotella alla piastra o funghi trifolati?

Ci vuole un ingegno, fantasia, abilità, una preparazione di anni o basta una seria scuola di qualche settimana ?

E’ovvio che questa provocazione mi attirerà ire. 

Io che ho sostenuto ed anche esaltato alcuni chef che hanno creato piatti eccelsi, ma sono dentro nel presente : ci stiamo avviando verso una nuova era, non mi si dica che nessuno si accorge che le stagioni sono definitivamente cambiate, e che se non corriamo ai ripari tra poco anche dalle nostre parti cicloni e strapiogge di sommergeranno.

E la nuova era sarà l’era della sobrietà, della presa di coscienza della raccolta differenziata dei rifiuti, del ritorno della bicicletta, del ritorno del senso della morte in famiglia, del vegliare i  nostri cari e non affidarli a cattedrali funerarie che imbellettano i visi sbiancati.

Certamente, per qualcuno, un mondo più grigio, ma più vivibile, umano.

Perché non cominciamo dagli chef ?

Si può vivere benissimo anche senza fettine di polipo cotto a vapore con erbe aromatiche spontanee rupestri, in salsa di ananas frullata con olio extra vergine di oliva e capperi di Salina, con aggiunta di chiodi di garofano e zenzero"  (piatto proposto in un ristorante due stelle Michelin, costo euro 32 ).
 



di Attilio Scotti
attilio.scotti@laculturadelcibo.it
29 Settembre 2009

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