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pubblicato il 27 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it |
A PROPOSITO DEL ‘’NAVEDANO’’: se un giorno scriverò una guida “au delà” questo ristorante ci sarà!
di Luciano Bergesio
Riflessioni di un velista innamorato dell’eccellenza al cospetto del fascino di una storia secolare. Se a Como vi resta una sera libera fatevi tentare senza rimpianto!
Sono un rude montanaro velista, imprestato all’enogastronomia di cui è innamorato da sempre.
Non amo la ristorazione “esibita”, fatta di moda e di conti iperbolici, anzi per reazione sto costruendo il progetto della “Osteria dei 5 piatti” che presto vi presenterò.
Ma quando scopro un valore vero, ne resto affascinato e devo comunicarlo.
Questo è stato il mio incontro con il “NAVEDANO” e con la famiglia Casartelli, che da 113 anni lo governa e lo anima, con un filo ideale che si perde nella storia delle generazioni.
Ho ritrovato in un posto solo tutte quelle qualità perdute, che da anni vado cercando nella ristorazione: accoglienza, ospitalità, eleganza, cura del particolare, passione, discrezione, sobrietà e ... classe, vera e ormai rara nel mondo gridato e straripante dei locali titolati, degli chef parvenu e della relativa critica laudatoria e prezzolata.
Non scrivo di "poesia della tavola" come il mio amico Attilio Scotti, che ha il grande merito di avermi fatto conoscere il Navedano e non ho corredato questo breve articolo con foto: vi invito alla sorpresa e all’emozione di visitare il sito internet www.ristorantenavedano.it e ancor di più ad organizzarvi, previa prenotazione, una serata, che sarà sempre serena e gratificante, qualunque sia il vostro stato d’animo.
Da parte mia garantisco che, se un giorno scriverò una guida “non guida” alla bella Ristorazione, che vorrei intitolare “au delà” di parigina memoria senza stelle, cappelli, forchette e bicchieri, il NAVEDANO ci sarà.
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