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Articolo pubblicato il 27 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it

PERCHE' PRODUCO MIELE BIOLOGICO CHE NON E' BIOLOGICO
di Paolo Cabiati

In cosa consiste la certificazione biologica del miele


Il mio miele lo faccio produrre alle mie api in zone lontane da coltivazioni intensive, insediamenti industriali e grandi nuclei urbani.

Dai loro alveari le api raccolgono nettare nel raggio non trascurabile di 3 km. Da casa mia raggiungono a stento la pianura con i suoi campi coltivati e se trovano di meglio più vicino non credo che ci arrivino volentieri.

Il miele di acacia lo raccolgo alle porte dell'Astigiano in una zona dove prevalgono prati e boschi. Poi porto gli alveari in montagna, parte nei boschi di tiglio e parte sugli alpeggi.

Come tutti gli apicoltori devo combattere contro la varroa: il micidiale acaro parassita che indebolisce le famiglie di api fino alla morte.

È un regalo che il commercio internazionale di api (faccia minore della più generale globalizzazione) ci ha regalato nel 1981 e da allora non si possono allevare api senza "curarle" costantemente.

Le medicine sono varie: acaricidi di sintesi (fluvalinate, amitraz e altri), timolo, canfora, oli essenziali diversi ed acidi organici (acido formico, acido lattico, acido ossalico). Io uso quasi esclusivamente acidi organici e saltuariamente oli essenziali e timolo, ossia ciò che è ammesso in agricoltura biologica.



Il mio miele avrebbe le carte in regola per essere biologico ma la mia azienda non è certificata BIO e non intendo certificarla.

Per poterlo essere dovrei pagare un Ente certificatore che mi somministrerebbe un discreto numero di scartoffie da compilare e conservare in più di quelle che già fatico a tenere sotto controllo.

Inoltre eseguirebbe analisi sulla cera dei miei alveari per verificare che non usi acaricidi di sintesi. Infatti questi prodotti si concentrano nella cera più che nel miele e qui si concentrano per anni. Si tratta però di una prova che prova poco perchè l'inquinamento può risalire a molto tempo addietro e dalla cera non passa praticamente al miele. La prova è comunque sufficiente a revocare la certificazione in caso positivo.

I vantaggi che come produttore mi deriverebbero dalla certificazione dovrebbero essere in un prezzo di vendita maggiore. Ma i miei prezzi non sono bassi e, poiché il mio miele lo vendo tutto invasettato con la mia etichetta, chi lo compra lo fa perchè mi conosce e si fida di me. Non credo che potrei chiedere un prezzo maggiore solo perchè marchiato BIO.

Diverso sarebbe se avessi così tanto miele da vendere all'ingrosso. In quel caso la certificazione potrebbe garantirmi qualche centesimo in più al kg. perchè all'ingrosso i certificati servono.

Ma mi viene in mente il mio amico Claudio e la sua storia che ho raccontato la scorsa settimana.

Preferisco produrre miele piuttosto che certificati.



di Paolo Cabiati
paolo.cabiati@laculturadelcibo.it
27 Settembre 2009

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