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pubblicato il 27 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it |
IL VIZIO DI STARE ALLA FINESTRA
di Paolo Cabiati
Le visioni fosche ammazzano il futuro dei nostri figli?
Certe volte trovo che essere ottimisti è un po' duro. Forse per carattere o per vicende personali non mi è difficile scivolare nel mugugno e nella visione fosca del futuro.
Devo dire che trovo validi alleati nelle persone che incontro per strada e nelle nostre vicende nazionali e locali.
Forse più nel modo in cui queste vengono rappresentate: se si può i toni sono sempre tendenti all'esasperazione, alla polemica ed al pessimismo.
Il leitmotive più gettonato è quello a metà tra il compiaciuto ed il lamentoso sull'essere noi italiani inguaribilmente cialtroni, individualisti ed anche un po' autolesionisti. Se una cosa funziona male o pare raggiungere fini diversi da quelli per cui esiste si sintetizza con il facile appellativo "all'italiana".
L'altro, più pericoloso, è quello secondo cui i politici sono tutti uguali (cioè tutti ugualmente ladri ed in malafede). Il corollario conseguente è quello che si riassume nel pensiero e nella prassi secondo cui "una porcata se non la faccio io la farà certamente un altro, quindi tanto vale che la faccia io".
"Io, che tendenzialmente sarei onesto e so che è una porcata, mi fingo costretto dall'unanime italica cialtronaggine ad adeguarmi." E così il mugugno della strada viene ad influire sulle mie scelte personali e lo fa nel peggiore dei modi.
Me lo ha fatto notare mia moglie osservando l'effetto che tutto ciò ha sui nostri figli.
L'altra sera dopo una cena fra amici ci siamo lasciati andare a "parlare di politica". I miei figli più piccoli, come giusto, sono subito scappati a giocare ma la più grande, che inizia il liceo in questi giorni, è rimasta ad ascoltare.
Il menù era il solito, si parte dal gossip abbondante e stantio della nostra stampa politica e poi su qualunque tema si eseguono variazioni su come le cose vanno male. Il disastro climatico, la crisi economica, la scuola che non va, la sanità che fa schifo, la fuga di cervelli dalle nostre università, le guerre, le migrazioni... Continuo? Credo che capiti anche a voi e potrete arricchire la lista a piacere.
Sempre dalla sicura distanza di chi guarda un incidente stradale dalla sua finestra.
Su ogni punto, richiesti di spiegazioni da mia figlia, non ci siamo tirati indietro. Come risultato, il clima che si è presto creato era di un totale accerchiamento e Elena è sbottata in un disperato "Basta! Voglio andar via da questo paese, anzi da questo mondo! Papà dove mi consigli di andare?"
Non ho saputo consigliarla convincentemente. Ma il problema mi è rimasto: Come possono costruire qualcosa domani questi figli che mettono radici nella nostra inerte sfiducia?
Mi sa che "Basta!" toccherà dirlo a me. Basta lamentarsi!
Va bene guardare alla realtà che ci circonda con occhi attenti ma è ora di tirarsi su le maniche.
Ci sono i ladri, è vero, ma anche molte persone oneste. Le cose vanno male, ma si può anche fare qualcosa e soprattutto farlo sapere!
E soprattutto non stare da soli alla finestra a scuotere il capo ma cercare altri con cui fare questo qualcosa.
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