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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 20 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it

GRANDE RISTORAZIONE E PIACERE DELLA MUSICA: NASCE ''AMETISTA'' A GENESTRERIO.
di Attilio Scotti

In Canton Ticino Musica dal vivo, ambiente accogliente e raffinato, vini e gastronomia di alto livello. È il nuovo pianobar con ristorazione “Ametista”, vero e proprio gioiello all’interno del Ristorante Le Fontanelle di Genestrerio.


L’iniziativa è di Fabyola e Tiziano Bordogna che vogliono così offrire al vasto pubblico di intenditori un locale dove trascorrere serate piacevoli all’insegna dell’alta cucina e della magia del soft-jazz, vivendo una sorta di fiaba musicale. Protagonista e regista di questa fiaba è la stessa Fabyola che in veste di cantautrice accompagnerà il pubblico in un emozionante viaggio musicale. L’inaugurazione del locale avviene in contemporanea con il lancio del cd-rom “Semplycemente Fabyola” e del concerto in programma l’11 ottobre 2009 al Teatro Cittadella di Lugano.

La passione per la gastronomia di Tiziano Bordogna, chef e patron del bel ristorante Le Fontanelle a Genestrerio, inizia a pochi anni di età. Terminata la scuola si diletta in cucina con la mamma. Poi la passione prosegue sino a trasformarsi in lavoro. Dopo la formazione in uno degli alberghi più importanti del Ticino e diversi stage in ristoranti e hotel di tutto il mondo, nel 1982 apre con la propria famiglia la Pasticceria Panda a Mendrisio per poi lavorare 12 anni nell’albergo Bellavista di Balerna; grazie a una filosofia improntata alla qualità, riesce a raccogliere il consenso dei buongustai, potendo contare su uno zoccolo duro di gastronomi che qui trovano il piacere della riscoperta della buona tavola. 


Nel 1997 il grande salto con la ripresa del Ristorante Le Fontanelle, dove propone una ragionata scelta di piatti mediterranei, soprattutto a base di pesce crudo e cotto, molluschi e crostacei, che per freschezza e varietà fanno del locale uno dei templi della cucina di mare. Scelta e ricerca dei prodotti che si ritrova anche nella grande carta di piatti ticinesi e internazionali, così come nella preparazione delle pizze e focacce. Un’attenzione quasi maniacale ai particolari, non solo nella cucina, ma anche nel servizio, con personale sempre all’altezza e un’accoglienza che aggiunge piacere al convivio.

Nella filosofia gastronomica del Ristorante Le Fontanelle, ha un posto privilegiato il contatto con il cibo. Molti dei piatti proposti permettono al cliente di toccare il cibo con le mani. Chi è stato come enogastronomade in Bretagna, e in particolare a Cancale, si ricorda gli spettacolari piatti di frutti di mare a più piani. Ebbene, a Le Fontanelle, possiamo rivivere le stesse emozioni tra ostriche, cozze, vongole, datteri, ricci, langostine, gamberi, gamberoni, aragoste e astici e fasolari
 Uno degli ultimi piatti sviluppati è la “casseruola di crostaei” con pomodorini e patate, che posizionata al centro della tavola permette al buongustaio di servirsi con grandi cucchiai e a un certo punto di aprire i crostacei e le conchiglie con le mani, dando vita a un convivio allegro e gioioso.

Dopo 12 anni di successi crescenti, ecco la nuova sfida dopo l’incontro e il matrimonio con Fabyola, cantautrice tanto brava quanto sensibile. Con lei Tiziano ha aperto l’Ametista, piano bar con ristorazione, dove tutte le sere in un ambiente raffinato sono propose specialità ricercate che hanno come comun denominatore ingredienti di elevata qualità, reperiti sul mercato da Tiziano con particolare attenzione. Lo stesso discorso vale per i vini; oltre a una vasta scelta di etichette ticinesi tra le migliori, gli appassionati possono degustare anche vini esteri, di cantine che possano assicurare prodotti di qualità.


L’Ametista è un locale dove i colori richiamano quelli della pietra da sempre portafortuna di Fabyola. L’arredamento è moderno, fuori dal comune, ricercato, con una raffinatezza che non è mai ostentata. Subito dopo l’entrata, troviamo il palco con pianoforte, il vero regno di Fabyola che propone dal vivo il meglio del proprio repertorio soft-jazz e brani degli artisti più conosciuti. Attorno a una piccola ma tecnologica pista da ballo, si sviluppano gli altri spazi, studiati per fare dell’Ametista un locale adatto per soddisfare le diverse esigenze dei clienti. Divani e poltrone con tavoli bassi, ideali per gustare una bottiglia di vino, Champagne o distillati, alcuni dei quali introvabili in Ticino. Il tutto accompagnato da eccellenze gastronomiche. Altro angolo di gran classe è quello a lato del palco con sedie alte e un tavolo ovale in cristallo, per piccoli gruppi che vogliano degustare il meglio dell’offerta eno-gastronomica in modo più informale
Lo spazio ristorazione, infine, leggermente defilato con un arredo che tende al “monumentale”, ma sempre senza eccessi. Qui è gradevole cenare gustando non solo i piacerei della tavola, ma anche quelli della musica dal vivo.

Musica e gastronomica, due arti che all’Ametista si fondono in modo magistrale. Un ambiente raffinato dove ci si sente subito a proprio agio, grazie a un altro elemento che unisce Fabyola e Tiziano, nei loro rispettivi ambiti professionali. Quello della semplicità. Tanto che il nuovo cd-rom di Fabyola, lanciato in contemporanea con l’apertura del piano-bar, si intitola “Semplycemente Fabyola”.


Ma chi è Fabyola. E soprattutto come nasce Fabyola cantante… Fabyola – come ama ripetere a chi la intervista – nasce già cantante. Dotata di talento naturale, compone e canta, infatti, dall’età di 9 anni. Poi, come nel caso di Tiziano, Fabyola studia, acquisisce la tecnica con una grande insegnante americana che ancora oggi segue artisti a livello internazionale, e trasforma la passione in lavoro. Molti i concerti, i premi, le esperienze professionali, che arricchiscono una carriera vissuta con impegno ma sempre con semplicità. Raffinatezza, vivacità e semplicità si ritrovano nel genere musicale preferito da Fabyola cantautrice, il soft jazz; un genere intrigante che mette in risalto le doti canore di Fabyola.

Una voce che rispecchia il carattere di Fabyola. Piena, cristallina, vivace, quasi irriverente come la solarità allegra di certe giornate. Suadente e vellutata come il velo di discreta tristezza che accompagna altri giorni. La musica e i testi che Fabyola compone e arrangia, nascono dalla vita di tutti i giorni. Un bouquet di sentimenti ed emozioni, dove la quotidianità è stemperata, mediata, arricchita da un velo di irrazionale magia che nasce nel mondo di fate dove Fabyola ogni tanto si rifugia.
Nascono così brani dal ritmo incessante, dove la ripetizione di brevi parole e fraseggi musicali, attraggono subito l’inconscio di chi ascolta (“Chi mai”. “Averti o no”, “Roccia o goccia”).

 La ricercatezza dell’arrangiamento e dell’interpretazione, si vestono di tale semplicità che da una parte l’ascoltatore è portato a ricantare o fischiettare subito il motivo, e dall’altra a scoprirsi tristemente sorpreso che la canzona sia già terminata. Si arriva all’ultima nota con la stessa curiosità e piacere, che si provano quando si legge la parola fine di alcuni grandi libri.
Non mancano anche toccanti melodie di struggente sofferenza. Come il brano “La pioggia”; pezzo dedicato al suocero Fausto Bordogna, che va ascoltato con il cuore. La voce diventa strumento e dialoga con il pianoforte, in un duetto dove alla fine prevale comunque l’emozione del testo e del canto.

E qui si inserisce un’altra caratteristica di Fabyola. Ella gioca con la voce, che diventa mezzo di affermare il proprio io sugli strumenti. Un abile gioco di volta in volta di seduzione e di potere, dove la cantante si diverte a primeggiare o a lasciare le luci dei riflettori al sax, alla batteria, al basso o al pianoforte. Ma alla fine è chiaro in chi ascolta che la vera protagonista è Fabyola, quasi una fata dispettosa che affascina, stuzzica, ma alla fine diventa principessa, circondata da cavalieri fedeli e pronti a dare il meglio della loro sonorità. In questo gioco viene coinvolto l’ascoltatore che per qualche minuto si sente complice e protagonista di questa bella “fiaba” musicale.

 



di Attilio Scotti
attilio.scotti@laculturadelcibo.it
20 Settembre 2009

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