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pubblicato il 09 Settembre 2009 su www.laculturadelcibo.it |
SANA 2009: ''CENTOPASSI'' NEL VINO
di Alessia Zacchei
Il nettare degli dei diventato un'arma di riscatto sociale e di sviluppo dell'economia siciliana, grazie al progetto di Libera Terra Mediterraneo
Un bicchiere di buon vino, lo dicevano anche i nostri nonni, fa “buon sangue”, e può essere annoverato a buon diritto tra le componenti del benessere ed elevato ad indicatore di qualità della vita. Ed è per questo che al Sana 2009 si potrà brindare e degustare biologico, con una vasta ed inebriante scelta di vini di qualità non solo gustativa, ma ad elevato contenuto etico e civile.
Come per le bottiglie “Centopassi “ , prodotte dalle cooperative siciliane Libera Terra che lavorano le terre confiscate alla mafia, in degustazione tutti i giorni assieme ad altri 54 vini di produzione biologica nel grande spazio “BioQualiVino & Company” nel padiglione 22.
Marco Caravella, responsabile commerciale di Libera Terra Mediterraneo e uno dei responsabili della cooperativa Placido Rizzotto racconta com’è nato il progetto che oggi è a tutti gli effetti una rete di aziende in crescita, in grado di garantire posti di lavoro e prodotti di qualità.
Com’è nata Libera Terra? «Il progetto è nato come iniziativa di Libera, l’associazione fondata da Don Ciotti, nel 1996 grazie alle raccolte di firme per la confisca dei beni della mafia e alla loro destinazione ad un uso sociale. La cooperativa Placido Rizzotto è nata nel 2001: oggi abbiamo 180 ettari di terreno, strutture di agriturismo e una cantina vitivinicola. Siamo un gruppo di aziende che si occupa di produzioni bio, dalla pasta ai legumi, alle conserve e facciamo parte del gruppo Alce Nero e Mielizia».

Un progetto ambizioso diventato una solida realtà. «Siamo stati i primi a portare avanti questa idea, rendendo davvero produttivi beni spesso abbandonati da molti anni e facendoli diventare una risorsa per il territorio. Abbiamo cominciato a lavorare i beni in comodato. La chiave di volta è la valorizzazione della materia prima: siamo partiti con la pasta biologica, che oggi diffondiamo in circuito 1 milione di pezzi tra Italia ed estero, e continuiamo a sviluppare progetti specializzati».
Tra i quali il vino, che sta diventando un importante punto di forza. «Abbiamo creato un brand, Centopassi, e una cantina a San Giuseppe Jato, che caratterizza tutta la produzione siciliana, mentre per i vini pugliesi esiste il marchio “Libera Terra Puglia”. Lavoriamo 40 ettari di vigneti e produciamo 300 mila bottiglie di cui il 70% distribuite nel circuito specializzato nella Gdo e bio equo e solidale. In Sicilia abbiamo tre referenze, tutti monovitigni da monovigne: il Grillo, il Catarratto e il Nero d’Avola. I premi e riconoscimenti che stiamo ricevendo ci danno ragione sull’ottimo rapporto qualità prezzo, confermando come al di là del successo sociale del nostro progetto esiste un successo imprenditoriale dato dalla qualità».

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