E’ il cuore pulsante della Fiera: un omaggio ai “Semplici”, come venivano chiamate nel medioevo le erbe officinali. In questo giardino, progettato dall’architetto Aldo Cibic, le università italiane di tecniche erboristiche e di cosmetologia incontreranno il pubblico per mostrarne come i “Semplici” siano ancora protagonisti di un progetto di salute e bellezza.
Abbiamo incontrato la mente creativa del progetto, un designer e architetto cresciuto alla scuola di Ettore Sottsass, innamorato di soluzioni “more with less”, dal titolo di un progetto in corso che lo vede impegnato. Con Dogtrot per HHD, nella progettazione di spazi a basso impatto energetico ed il più possibile autosufficienti.
Aldo Cibic, qual è la sua Weltanschauung, la sua visione del mondo?
«Voglio raccontare di una vita più vicina alla Natura, ponendo l’accento sull’autosufficienza alimentare ed energetica. In sostanza si tratta di riprogettare e riprogettarsi, in sintonia con i tempi che stiamo vivendo».
E cioè?
«E cioè siamo in un momento di svolta, ed è tempo di dire stop all’inerzia. Io credo che la situazione sociale attuale stia vivendo una fase di grande trasformazione: si stanno creando e si creeranno in futuro comunità con interessi simili, che condivideranno modi di vivere più sani senza spreco. Ecco, cominciare a vivere in modo progettuale e positivo, avere un’idea guida che segni i nostri passi in questo mondo».
Lei ritiene che il cittadino medio abbia cognizione di quanto sta vaticinando? Per esempio: le case sostenibili sono sostenibili anche per il portafoglio di un reddito medio?
«Il problema è cambiare atteggiamento intellettuale rispetto alla cosa. Non dobbiamo ragionare in questi termini, ma chiederci cosa succederà quando un domani si rimarrà senza energia oppure senza cibo. Come si fronteggerà la situazione? Autosufficienza non significa privazione, ma opportunità di registrarsi diversamente».
Per lei a che livello di sensibilità siamo arrivati qui in Italia?
«Ci sono molti esempi virtuosi in questo senso, ma deve ancora crescere la cultura media. E la cognizione delle reali difficoltà alle quali andremo incontro ancora non è così diffusa. Prima che tutto ciò diventi cultura condivisa passerà ancora un sacco di tempo. In ogni caso, la gente reagisce abbastanza velocemente, più dei politici e più dei media: basti vedere il boom che hanno avuto gli orti di questi anni. D’altronde la crisi ha formato e sta formando persone più attente e sta ricalibrando la scala dei valori: fino a qualche anno fa sembrava che tutto fosse concesso, mentre oggi questa percezione di onnipotenza è sparita».
Il programma del Giardino dei Semplici.
Sabato 12 settembre mattinata disintossicante e antietà con erbe, verdura e frutta. Superfrullati che depurano e stuzzichini naturali in compagnia della nutrizionista Fiorella Coccolo, a cura di Edizioni Riza. Dalle 16 alle 19 seminario internazionale con la partecipazione di Don Luigi Ciotti Insieme per la legalità, la giustizia sociale e il commercio equo e sostenibile promosso da Libera, Alce Nero & Mielizia, Sana, Cooperatives Europe, Libera Terra Mediterraneo, Coop sin Fronteras, Slow Food.
Domenica 13 aperitivo con miele e frutta per mamme e bambini a cura di Alce Nero & Mielizia. Il Bar Salute ogni giorno proporrà macedonie di frutta fresca, frullati e centrifugati.