Anno 4°
N. 01
11 Gennaio 2012
 

Ingrandisci il testoRiduci il testoStampa la pagina Invia questa notizia a un amico
Articolo pubblicato il 30 Agosto 2009 su www.laculturadelcibo.it

ACCADE IN VERSILIA: bizzarrie russe, Château Petrus con aragoste e granchi
di Gianluca D'Amelio

Quattro russi lasciano quasi 5000 euro di mancia ai camerieri di un ristorante esclusivo della Versilia. Krug e Château Petrus ad accompagnare specialità di pesce.


Arrivano a bordo di una Bentley nera, belli ed eleganti. Mangiano ostriche, aragoste, granchi, gamberoni, scampi, tartufi. Bevono due bottiglie di Krug e due di Château Petrus, pagano, lasciano una mancia da brivido, e se ne vanno.



Sì certo, la notizia di due coppie russe che spendono 15.000 euro per una cena in un bel ristorante della provincia di Massa Carrara, è di quelle che interessa molto gli amanti del gossip mondano. A me personalmente ad un primo approccio mi ha lasciato pressoché indifferente. Il fatto che ci siano alcune persone che spendono al ristorante migliaia di euro forse male guadagnati, e che probabilmente non sono neanche in grado di apprezzare quello che mangiano e quello che bevono, sinceramente più di tanto non mi scuote. Quindi l'ho letta così, distrattamente, come si legge una normalissima notizia di cronaca. Forse con un pizzico d'invidia per i vini bevuti, ma è finita lì.



Poi però stamattina, ripensandoci, non ho potuto fare a meno di fare una constatazione e di pormi una domanda: ma quei quattro russi hanno bevuto due bottiglie di Château Petrus con le aragoste e i granchi? Per chi non lo sapesse questo vino, che viene prodotto a Pomerol, un comune della zona del Bordeaux in Francia, è un vino rosso di grande struttura, possente, che invecchia con eleganza. Bere un sorso di questo vino dopo aver ingerito un boccone di aragosta equivale a prendere un cazzotto in bocca da Mike Tyson; vabbè, forse ho esagerato, ma sono sicuro che non deve essere proprio una bella esperienza: un vino del genere si accompagna con carni rosse, possibilmente stracotte, o con formaggi stagionati (senza miele o confetture). Se proprio siamo degli audaci possiamo mangiarci due uova al tegamino. Ma l'aragosta no: significa deprimere completamente il sapore del prezioso crostaceo.

Allora le cose possibili sono due: o la notizia è incompleta, nel senso che i quattro hanno mangiato anche una bella bistecca alla fiorentina e l'adnkronos non l'ha scritto, oppure siamo al delirio più totale.


di Gianluca D'Amelio
gianluca.damelio@laculturadelcibo.it
30 Agosto 2009

| Altro
ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO >>
Ogni settimana pubblichiamo recensioni di Appuntamenti Enogastronomici, Serate, Ristoranti, RICETTE e CONSIGLI PRATICI in cucina. Per essere informata/o iscriviti alla NEWSLETTER

La Cultura del Cibo
Riflessioni
Protagonisti
Arte e Storia
Mondo BIO
Incontri e Serate
Corsi di formazione
Speciali

Ristoranti
Recensioni
Cene tematiche
La nostra Guida

In Cucina
Consigli pratici
Ricette Cucina Povera
Ricette Cucina Ricca




In Casa
Il Pranzo della Domenica
I Nostri Piccoli Amici

Guida agli Acquisti
Dossier per Capire
Aguzziamo la Vista
Prodotti di Eccellenza
Prodotti Biologici
Vini e Liquori
Ricerca Punti Vendita
Cataloghi

Approfondimenti Tematici
Salumi
Formaggi
Carni
Pesci
Orto - Frutta
Olio e Condimenti
Pane e Pasta
Dolci
Vino
Spezie e Gusti

Club Consumatori
Cos'è il Club Consumatori
Iniziative e Programmi
Crea il Club nella tua Città



Contatti
Contatta la redazione
Iscriviti alla Newsletter
Feed RSS
Inserzioni Pubblicitarie


WEB DESIGN E MANUTENZIONE by STUDIO VOLTEA