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pubblicato il 30 Agosto 2009 su www.laculturadelcibo.it |
ACCADE IN VERSILIA: bizzarrie russe, Château Petrus con aragoste e granchi
di Gianluca D'Amelio
Quattro russi lasciano quasi 5000 euro di mancia ai camerieri di un ristorante esclusivo della Versilia. Krug e Château Petrus ad accompagnare specialità di pesce.
Arrivano a bordo di una Bentley nera, belli ed eleganti. Mangiano ostriche, aragoste, granchi, gamberoni, scampi, tartufi. Bevono due bottiglie di Krug e due di Château Petrus, pagano, lasciano una mancia da brivido, e se ne vanno.
Sì certo, la notizia di due coppie russe che spendono 15.000 euro per una cena in un bel ristorante della provincia di Massa Carrara, è di quelle che interessa molto gli amanti del gossip mondano. A me personalmente ad un primo approccio mi ha lasciato pressoché indifferente. Il fatto che ci siano alcune persone che spendono al ristorante migliaia di euro forse male guadagnati, e che probabilmente non sono neanche in grado di apprezzare quello che mangiano e quello che bevono, sinceramente più di tanto non mi scuote. Quindi l'ho letta così, distrattamente, come si legge una normalissima notizia di cronaca. Forse con un pizzico d'invidia per i vini bevuti, ma è finita lì.
Poi però stamattina, ripensandoci, non ho potuto fare a meno di fare una constatazione e di pormi una domanda: ma quei quattro russi hanno bevuto due bottiglie di Château Petrus con le aragoste e i granchi? Per chi non lo sapesse questo vino, che viene prodotto a Pomerol, un comune della zona del Bordeaux in Francia, è un vino rosso di grande struttura, possente, che invecchia con eleganza. Bere un sorso di questo vino dopo aver ingerito un boccone di aragosta equivale a prendere un cazzotto in bocca da Mike Tyson; vabbè, forse ho esagerato, ma sono sicuro che non deve essere proprio una bella esperienza: un vino del genere si accompagna con carni rosse, possibilmente stracotte, o con formaggi stagionati (senza miele o confetture). Se proprio siamo degli audaci possiamo mangiarci due uova al tegamino. Ma l'aragosta no: significa deprimere completamente il sapore del prezioso crostaceo.
Allora le cose possibili sono due: o la notizia è incompleta, nel senso che i quattro hanno mangiato anche una bella bistecca alla fiorentina e l'adnkronos non l'ha scritto, oppure siamo al delirio più totale.
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