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11 Gennaio 2012
 

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Articolo pubblicato il 16 Agosto 2009 su www.laculturadelcibo.it

MAIUSCOLO e minuscolo
di Luciano Bergesio

IL FUMO FA MALE ... MA NON PER RAI UNO!


 
A scanso di equivoci premetto che sono un fumatore incallito, conscio dei suoi errori, ma che purtroppo non ha ancora vinto la motivazione psicologica che l'ha spinto a fumare tanti anni fa, anche se il desiderio di smettere è sempre molto forte.

Anche se sostengo che non è soltanto il fumo della sigaretta che penalizza i nostri polmoni,  condivido però tutte le campagne contro il fumo e, quando posso, cerco, pur sembrando incoerente, di invitare tutti a non fumare e francamente mi da fastidio quando succede il contrario.

Domenica16 agosto, sono però stato allibito dall' impudenza e/o dalla superficialità di chi gestisce la programmazione di RAI UNO, che nel corso dell'intermezzo del varietà, tra il TG1 delle ore 20 e l'ennesima ripetizione di una fiction, già "data e stradata" ha trasmesso più di un minuto dell'ormai "maestro di vita" Adriano Celentano mentre si accendeva voluttuosamente una sigaretta e innondava lo schermo di volute di fumo.

Mi pongo e vi pongo tre quesiti, senza voler fare alcuna morale:

Trasmettere quella sequenza era proprio artisticamente necessario o è stata una concessione agli uffici P.R. delle Multinazionali del tabacco sulle spalle dei telespettatori?

Cosa ne pensa il grande Adriano Celentano, da anni attento "bacchettatore" della morale pubblica, di questa sua comparsa nel "gran varietà" non proprio coerente con tutte le campagne che l'OMS sta portando avanti da anni? Non pensa che tutto ciò possa costituire una "deviazione" alla sua attuale immagine?

Non sarebbe il caso che, quando qualcuno necessariamente fuma per ragioni artistiche (vecchi film, ...) in TV, si facesse passare in sovrimpressione una scritta "il fumo fa male" come siamo condannati a leggerci, ancor peggio, tutti i giorni sui pacchetti di sigarette noi che fumiamo?

Poi non me ne vogliano le Multinazionali del tabacco: sono un loro assiduo cliente da oltre 40anni ma penso che un'azione così "palesemente" contro-corrente danneggi commercialmente più che aiutare, per una vecchia regola della psicologia del Consumatore, che probabilmente il frastuono del mercato globale ha fatto dimenticare ai giovani pianificatori pubblicitari.

Se volete apriamo un dibattito: scrivetemi i vostri commenti e/o le vostre idee.



di Luciano Bergesio
luciano.bergesio@laculturadelcibo.it
16 Agosto 2009

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