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Articolo pubblicato il 09 Agosto 2009 su www.laculturadelcibo.it

Nasce in Francia la “Rete per le vittime dei pesticidi”
di Salvo Schiavone

Dopo la giustizia fatta sull'Amianto, un'altra causa di fronte al Tribunale dei Diritti Umani contro le Multinazionali Agrochimicofarmaceuticogm


Le Monde del 17/7/09 ha annunciato che il “Movimento per i diritti e il rispetto delle generazioni future” (MDRGF), associazione nata in Francia 15 anni fa, sta reclamando la messa al bando dei pesticidi, nelle città, nei giardini e nei parchi, “affinché i bambini non debbano essere avvelenati dai residui dei pesticidi quando raccolgono la palla caduta sul prato”.
 
Esso richiede, inoltre, che siano create “zone cuscinetto” (coltivazioni biologiche o pascoli), tra le zone agricole e le zone abitate, e che alle nuove norme vengano accluse sanzioni penali.
 
La Rete, spiega François Veillerette, presidente dell’associazione, ha il fine di rispondere alla richiesta dei numerosi cittadini che hanno deplorato la mancanza di qualsiasi mezzo di difesa contro le nebulizzazioni dei pesticidi, essendo la legislazione totalmente carente.
 
Il Movimento intende agire soprattutto in difesa dei più vulnerabili, i bambini, nei quali si riscontra il più spaventoso aumento di incidenza di alcune forme di tumori. Ma spera anche di portare aiuto alle vittime delle malattie professionali, affinché le loro patologie vengano riconosciute come tali. Numerosi studi, anche epidemiologici, dimostrano il nesso tra esposizione ai pesticidi e rischio di cancro, problemi riproduttivi e malattie neurodegenerative (vedi Suzanne de la Monte sul Journal of Alzheimer Desease, vedi “la pandemia silenziosa” su The Lancet, 11/06 e tanti altri).
 
Come è accaduto nel caso dell’amianto, sugli effetti del quale si terrà entro breve un giudizio, l’associazione si prefigge - per numerose sostanze tossiche usate fino ad oggi in maniera per lo più incontrollata - di rompere la legge del silenzio e di far retrocedere chi, per interessi privati, danneggia la salute umana (oltre che l’ambiente e la biodiversità).
 
Occorre rilevare che vi è in tutto il mondo una presa di coscienza, molto lenta ma costante, riguardo alla necessità di dare infine ascolto all’appello lanciato da Luc Montagnier e da numerosi altri scienziati internazionali nel 2004 all’Unesco. Intitolato “Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’Inquinamento Chimico” esso iniziava con le parole “La specie umana è ancora in pericolo”.
 
Già alla fine degli anni ’90 è stata, con un libro bianco, affrontata in Europa la necessità di tutelare la nostra salute dall’azione di circa 100.000 sostanze di sintesi introdotte nell’ambiente nell’ultimo mezzo secolo, generalmente senza alcuna verifica dei loro effetti tossici (peraltro difficili da verificare, poiché si manifestano quasi sempre con anni di ritardo).
 
Oltre al Regolamento europeo REACH, per la Valutazione e Regolamentazione delle Sostanze Chimiche nell’ambiente (già in vigore dal 1° giugno del 2008, ma reso assai meno efficace nella sua stesura per le pressioni subite dalle aziende chimiche), una nuova importante iniziativa è stata da noi accolta con grande soddisfazione.
Si tratta del Regolamento europeo del 13/1/09, che mette limiti molto severi all’uso dei pesticidi: 22 di essi vengono vietati, tra i quali il glufosinate (abbinato a svariate colture ogm che, di riflesso, dovranno essere vietate), mentre gli agricoltori vengono esortati a privilegiare l’agricoltura tradizionale o biologica.
Più recentemente (12/06/09) si è saputo che con la Revisione della Direttiva sui Biocidi 98/8/CE, è in programma la regolamentazione dei prodotti che risultano cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione o per il sistema endocrino.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si augura che questi segnali indichino l’inizio, se pure lento, di una nuova era nella gestione della Sanità in Europa, un’era che veda infine la massima attenzione centrata sulla prevenzione (anche se spesso meno lucrosa), piuttosto che esclusivamente sulla cura dei nostri mali

Comitato Scientifico EQUIVITA



di Salvo Schiavone
salvo.schiavone@laculturadelcibo.it
09 Agosto 2009

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