DIECI BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE I PRODOTTI LOCALI

Da qualche tempo si sente parlare sempre più spesso di KM ZERO. Appurato che non si tratta di automobili, andiamo a scoprire nel dettaglio cosa rappresenta veramente questo concetto, elencando 10 buone ragioni per convincersi ad acquistare preferibilmente i prodotti nati a pochi chilometri di distanza da casa nostra.
Il KM ZERO, lanciato ufficialmente da Coldiretti per aiutare i produttori locali schiacciati economicamente dalle logiche della Distribuzione organizzata, in realtà è una rivisitazione di un'abitudine del tutto consueta ai tempi dei nostri nonni. Non è nient'altro che il modo tradizionale di fare la spesa dai produttori locali presso i mercati di quartiere, dove quotidianamente o settimanalmente si radunano contadini e allevatori operanti nel raggio massimo di 50 chilometri dalle nostre città di residenza. Cinquant'anni fa infatti, nessuno si sarebbe lontanamente sognato di consumare ortaggi o frutta fuori stagione, oppure cibi di consumo quotidiano, come latte, uova e formaggi, prodotti dall'altro capo del paese o addirittura in aziende collocate in nazioni diverse.
Da quando invece, a partire dagli anni '80, ha preso progressivamente piede la logica della grande distribuzione, abbiamo assistito ad un avvicinamento ideale tra genti e prodotti di regioni e paesi lontani geograficamente tra loro, constatandone però anche il conseguente livellamento di quest'ultimi in termini qualitativi, con una omologazione delle forme estetiche, frutto dell'ingegnerizzazione della produzione, e dei prezzi, modificati in base a politiche che tagliano i guadagni dei produttori, aumentando quelli della distribuzione. Risultato: i prodotti sono tutti uguali, mediocri nel gusto, poco sani e tendenzialmente cari per il consumatore.
Solo recentemente, con il rinforzarsi di una cultura alimentare consapevole, favorita dall'accesso ad un'Informazione più libera e fruibile, stiamo assistendo al sorgere di un consumo critico e alla rinascita di alcune abitudini legate al rito del fare la spesa, abitudini quasi del tutto scomparse o stravolte interamente dal modello consumistico sposato dalle grandi catene della Distribuzione organizzata.
Ecco una lista di 10 buoni motivi per acquistare i prodotti a KM ZERO:
1. Il gusto ci guadagna. Il cibo cresciuto vicino alle nostre tavole conserva le caratteristiche di freschezza e bontà dei prodotti appena raccolti e giunti a piena maturazione.
2. Il cibo è più nutriente. I cibi freschi sono nutrizionalmente più ricchi, così come quelli immediatamente conservati in scatola o surgelati. Quelli che invece devono affrontare lunghi viaggi per essere trasportati in destinazioni lontane, perdono inevitabilente buona parte delle loro proprietà benefiche e devono essere trattati per resistere più a lungo.
3. Salvaguardiamo la biodiversità. Le fattorie tradizionali utilizzano varietà antiche locali selezionate con sapienza nei secoli dai nostri contadini per rispondere alle variazioni climatiche, privilegiando in primis bontà ed eccellenza.
4. KM zero = NO OGM. Per contrastare le multinazionali che vorrebbero diffondere il criterio della monocoltura intensiva, utilizzando solo sementi distribuite da loro e geneticamente modificate, consumiamo il cibo locale, garantito ogm free.
6. Favoriamo la costruzione di nuove comunità umane. Acquistare dai contadini aiuta i cittadini a riconnettersi con la realtà presente e con quella in via di formazione. Mercatini, fiere, GAS (Gruppi di acquisto solidali) sono realtà che si stanno moltiplicando spontaneamente sempre di più per rispondere alla domanda crescente di cibi più sani e naturali.
5. Aiuto concreto alle imprese agricole familiari. I contadini sono quasi una specie a rischio. Quelli che riescono a vendere i frutti del loro lavoro direttamente al consumatore e senza intermediari, guadagnano equamente proteggendo le loro famiglie e tramandando i segreti del loro lavoro, senza dipendere dai sussidi statali.
7. Preserviamo il paesaggio rurale. Nelle aree in cui l'agricoltura rischia l'abbandono, aumentano le frane e l'inselvatichimento. Il paesaggio agricolo invece costituisce la cura delle nostre terre, più ordinate, ricche di verde e fioriture spontanee.
8. L'Ambiente e la fauna selvatica sono più protetti. L'abbandono della monocoltura, tipica delle multinazionali, per far spazio ad un intreccio di differenti colture come fieno, frutti, ortaggi, bosco e siepi, creano un perfetto sistema ecologico nel quale trova l'habitat ideale la fauna selvatica.
9. Un aiuto per appianare il debito pubblico. Le fattorie contadine a gestione familiare restituiscono più di quanto costano allo Stato, in termini di servizi erogati. A differenza di quanto accade nelle aree urbane, dove le Amministrazioni spendono senza ricevere in cambio servizi utili alla comunità.
10.Verso un futuro desiderabile. Sostenere gli agricoltori locali di oggi corrisponde a garantire il trasferimento alle nuove generazioni degli antichi saperi legati alla terra. Solo così ci potremo garantire cibo più buono e nutriente per il futuro e conserveremo le nostre identità culturali tradizionali originarie.
Andiamo quindi a fare la spesa ai mercatini di quartiere dove troviamo sempre i contadini e i loro prodotti. Impariamo a riconoscerli, ad apprezzarne le forme non proprio perfette e standardizzate.
Attenzione però ad informarsi sempre sulle provenienze, che devono essere dichiarate.
Guardiamo con attenzione chi li vende, le sue mani, il suo volto.
Il rischio della contraffazione riguarda anche i prodotti più insospettabili!
Fonte:
http://www.biodiversita.info/