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pubblicato il 12 Luglio 2009 su www.laculturadelcibo.it |
PER IL TIMES IL PROSCIUTTO PIU' BUONO E’ A PARMA, però il Culatello dell'Osteria Ardenga...
di Alessia Zacchei
Secondo lo scrittore e giornalista Anthony Capella, è il culatello la vera star dei salumi italiani
“The finest ham in Italy”, il miglior prosciutto in Italia, per Anthony Capella, scrittore e corrispondente di Food & Lifestyle per il Times di Londra, si trova in Emilia Romagna, e precisamente a Parma.
In un lungo e dovizioso articolo apparso nelle pagine on line del quotidiano britannico, Capella ha tessuto le lodi di uno dei prodotti italiani più conosciuti all’estero. Ma ad aver conquistato il cuore (e il palato) del buongustaio d’oltremanica è il culatello, in inglese “tiny arse”, Dop parmense «prodotta con la zampa destra del maiale, quella che piega sotto se stesso quando l’animale si siede». Non si usa dunque la sinistra, perché, spiega Capella, «essendo utilizzata come leva per rimanere in piedi, ha una carne più muscolosa e meno tenera».
Capella si sofferma ammirato sull’artigianalità del metodo di preparazione dell’insaccato ("Durante la lunga conservazione, i prosciutti sono coccolati come bambini. In effetti i locali usano dire ogni produttore cura la propria carne quanto ogni madre il proprio bambino”).
Dove mangiarle il Culatello Dop? Il recensore non ha dubbi: «All’Osteria Ardenga, a nord di Parma. I proprietari sono così appassionati che hanno trasformato il ristorante in una salumeria, dove potete trovare anche lo “strolghino”, il salame fatto con le rifilature magre del culatello e del prosciutto».
E per l’abbinamento con il vino, pur riconoscendo agli originali e tipici Lambruschi emiliani «la capacità di pulire la bocca ed il palato dai sapori più forti», Capella propone un gemellaggio con il Piemonte, perché, spiega, «assieme ad una buona fetta di culatello non c’è niente di meglio di un bicchiere di profumatissimo e tartufato Barbaresco».
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